Ogni anno, un gruppo di persone decide di fare dello spazio pubblico ciò che vuole, costringendo gli studenti e i docenti del liceo Virgilio a lasciare la scuola. Questa situazione ha portato a una “contro occupazione” partecipata da alcuni genitori e circa 15 docenti, che si sono riuniti in una manifestazione silenziosa in risposta alla protesta studentesca.
La dirigente scolastica del Virgilio, Isabella Palagi, ha spiegato che l’occupazione è un atto escludente che lede il diritto allo studio. Per questo, lei e i colleghi hanno deciso di riunirsi in un luogo pubblico per ribadire il concetto di una scuola pubblica e di tutti, non solo di alcuni. La preside ha fatto appello alla comunità scolastica con una lettera indirizzata a genitori e studenti contrari all’occupazione.
Secondo Susanna Crostella, del coordinamento genitori democratici di Roma, il clima nelle scuole è caratterizzato da tensione e non ascolta i giovani, rendendo le occupazioni un rituale. Alcuni studenti condividono questo parere, affermando che le occupazioni non hanno valore politico e che il dissenso non viene ascoltato. Essi sono d’accordo con i principi dell’occupazione, ma criticano le modalità con cui vengono applicati, che non portano ad un dialogo ma lo interrompono.