La Commissione europea ha presentato una proposta per il nuovo quadro finanziario pluriennale che prevede di accorpare i fondi destinati all’agricoltura con quelli per la coesione. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha assicurato che la coesione e l’agricoltura rimangono al centro di questo bilancio e che i valori dell’Unione europea rimangono gli stessi.
La proposta prevede di fondere i fondi agricoli e quelli di coesione in un unico fondo, non più gestito dalle singole regioni, ma dai governi degli Stati membri. Tuttavia, la proposta ha fatto molto discutere perché le risorse destinate all’agricoltura e alla coesione subirebbero una notevole riduzione. La variazione in termini reali rivela una perdita del 21,5% di fondi destinati alla Politica Agricola Comune e un calo del 25% per i fondi destinati alla coesione.
L’Italia ha espresso la propria contrarietà all’ipotesi del fondo unico, sostenuta da altri sei Paesi. Il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, ha ribadito che “rinazionalizzare le politiche agricole europee rappresenterebbe un passo indietro”. Anche gli eurodeputati, compresi quelli che hanno sostenuto la maggioranza von der Leyen, sono in disaccordo con la proposta. Dario Nardella, esponente del Partito democratico, ha dichiarato che “noi socialisti abbiamo sostenuto l’attuale maggioranza, ma non siamo d’accordo con le proposte di tagliare oltre il 20% delle risorse europee per l’agricoltura e di creare un fondo unico”. Isabella Tovaglieri della Lega ha aggiunto che “siamo contrari a questa proposta perché va contro gli agricoltori e verso una centralizzazione che è anche una violazione del principio di democrazia”.