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– L’US Bureau of Labor Statistics BLS ha comunicato che, nel mese di dicembre, nei settori non agricoli, si è registrato un aumento di 216 mila nuovi posti di lavoro, dato superiore alle attese del consensus +170k nuovi impieghi. Il tasso di disoccupazione si attesta al 3,7% aspettative al 3,8%. Riviste fortemente al ribasso le cifre dei mesi scorsi -71 mila posti di lavoro in totale rispetto alle stime precedenti. Il dato di ottobre è stato rivisto al ribasso di 45 mila unità a +105k, quello di novembre di 26 mila a +173k. Il tasso di partecipazione alla forza lavoro si è attestato al 62,5% ancora ben lontano dai livelli di febbraio 2020 quando si attestava al 63,3%. I salari medi salgono dello 0,4% m/m consensus +0,3%. I salari sono saliti del 4,1% a/a consensus +3,9%, mese precedente al +4% a/a. Questo il quadro del mercato del lavoro statunitense dati sui Non Farm Payrolls tracciato da Filippo Diodovich, senior market strategist di IG Italia.

“Le cifre sul mercato del lavoro di dicembre – rileva Diodovich – hanno evidenziato una ottima creazione di posti di lavoro compensata da significative revisioni al ribasso dei mesi precedenti -71 mila nuovi impieghi. La crescita dei salari su base mensile e su base annuale rimane forte e dovrebbe scoraggiare i membri “dovish” della Federal Reserve a sostenere un possibile anticipo di un taglio del costo del denaro negli Stati Uniti”.

“I numeri sul mercato del lavoro USA non dovrebbero a nostro avviso – prosegue Diodovich – portare movimenti sui mercati finanziari particolarmente forti nonostante un primo rafforzamento del dollaro. Le scelte della Federal Reserve dipenderanno dai prossimi dati su inflazione, aspettative di inflazione dei consumatori e andamento della crescita dei salari dei lavoratori. Solamente se il processo di disinflazione continuerà nei prossimi mesi esistono concrete possibilità che la FED possa prendere in considerazione un primo taglio nel meeting di marzo. Le nostre attese sono più conservative e sono fissate per una prima riduzione dei tassi di interesse da parte della FED solamente nel mese di maggio”.

Foto: Julien Gaud / Unsplash

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