E’ morta oggi Livia Giustolisi, giornalista, prima a Repubblica, poi ad Epoca e quindi per 30 anni alla Rai dove ha lavorato tra l’altro anche all’ufficio stampa. Livia è stata anche motore del premio ‘Giustizia e Libertà’ intitolato al padre Franco, firma storica del giornalismo d’inchiesta, inviato speciale di Paese Sera, L’Ora di Palermo, Il Giorno, Tv7 e a lungo firma dell’Espresso, autore fra l’altro del saggio “L’armadio della vergogna” sulla stragi naziste in Italia. Livia, classe 1951, impegnata anche nel sindacato, è stata una paladina del giornalismo con la schiena dritta, di grande passione civile.

A esserle fatale è stata una patologia legata al Covid a causa della quale era stata ricoverata pochi giorni fa pur in ottima salute. Oltre al premio per le migliori inchieste istituito nel 2015 con il patrocinio del Senato e per iniziativa del comune di Sant’Anna di Stazzema (tra i vincitori di questi anni, Antonella Napoli, Gad Lerner e Laura Gnocchi, Report, Paolo Borrometi, Lirio Abbate, Bernardo Valli, Federica Iezzi, Lorenzo Cremonesi, Giulio Mola, Martina Castigliani, Giovanni Tizian e Stefano Vergine, Valeria Ferrante e Marilù Mastrogiovanni, Milena Gabanelli, Andrea Purgatori), nel 2016 aveva lavorato alla fondazione dell’Archivio Franco Giustolisi- Onlus.

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