Il Molise continua a sorprendere per la sua capacità di alternare criticità strutturali a segnali di vitalità. Tra turismo, cultura, infrastrutture e questioni sociali, nelle ultime settimane sono emerse novità che raccontano un Molise in movimento. Uno dei segnali più incoraggianti arriva dal settore turistico: il “Cammino Medievale del Molise”, percorso ad anello di circa 160 chilometri che collega Isernia ai borghi dell’Alto Molise, è stato ufficialmente inserito nel catalogo nazionale dei cammini religiosi.
Il riconoscimento da parte del Ministero del Turismo dà alla regione una visibilità nuova, collocandola tra le mete italiane del turismo lento e spirituale. Il cammino attraversa diciotto borghi, eremi, santuari e paesaggi montani suggestivi, offrendo un tipo di esperienza che unisce storia, natura e introspezione. Tuttavia, accanto alle buone notizie sul fronte della cultura e del turismo, tornano al centro dell’attenzione i problemi storici della regione, come il debito sanitario che supera i 650 milioni di euro e l’inefficienza cronica della rete sanitaria.
Inoltre, Campobasso rimane l’unico capoluogo di regione in Italia privo di collegamenti ferroviari attivi, una situazione che ha creato un isolamento infrastrutturale senza precedenti nel Paese. Lo spopolamento continua a essere uno dei fenomeni più preoccupanti, con la popolazione molisana che ha ormai superato al ribasso la soglia dei 288 mila abitanti, con un calo costante che coinvolge soprattutto i giovani. Tra le proposte emerse per contrastare la fuga di residenti c’è l’idea di incentivare il cosiddetto “smart working di ritorno”.
Non mancano però segnali positivi dal mondo produttivo, come la campagna olearia che si sta rivelando una delle migliori degli ultimi anni, con raccolta e rese in crescita tra il 15 e il 30 per cento. Infine, la regione è interessata da un peggioramento delle condizioni meteo, che ha portato all’emanazione di un’allerta gialla per rischio temporali e dissesti locali. Il quadro che emerge è dunque complesso: il Molise appare come una terra sospesa tra opportunità e fragilità, dove gli sforzi di valorizzazione culturale e turistica convivono con problemi infrastrutturali e demografici profondi.