Uno sbarco dietro l’altro, più di dieci in 24 ore, compreso l’arrivo del barcone avvistato ieri mattina dall’aereo Moonbird di Sea Watch con piu di 250 persone a bordo. E a Lampedusa è di nuovo emergenza con 570 migranti arrivati tra ieri pomeriggio e stamattina, l’hotspot che scoppia e soprattutto le procedure antiCovid da seguire. E per il Viminale un nuovo problema: dove tenere in quarantena i migranti arrivati dalla Tunisia ma anche dalla Libia.

I primi 85 tra quelli arrivati ieri con piccoli barchini uno dietro l’altro dalla Tunisia sono già stati trasferiti sulla terraferma a Porto Empedocle. Ma gli altri, con l’hotspot che conta soli 95 posti, sono ancora tutti sul molo Favarolo in attesa che arrivino istruzioni sulla loro gestione. La Moby Zaza, la nave quarantena noleggiata dalla Protezione civile, è già piena dei 180 sbarcati qualche giorno fa dalla Ocean Viking a cui si aggiungono i 30 positivi ospitati sul ponte “zona rossa”., questa volta tutti con sbarchi autonomi.

Due i grossi sbarchi avvenuti in serata prima e nella notte dopo. Un primo barcone con 95 persone e poi il piccolo peschereccio con 260 persone a bordo che era stato avvistato ieri mattina dal Moonbird che aveva lanciato una richiesta di soccorso visto che il Mediterraneo in questo momento è del tutto sprovvisto di navi umanitarie bloccate o dalla quarantena o dal fermo amministrativo della Guardia costiera come appunto la Sea Watch. La Ong tedesca che ha denunciato l’iniziativa come un modo surrettizio di bloccare i soccorsi in mare ha fatto sapere che tra le contestazioni nel verbale di ispezione condotto a bordo c’è un numero giudicato in eccesso di giubbotti di salvataggio.

“Troppi giubbotti di salvataggio è una delle irregolarità contestate – scrive Sea Watch – i giubbotti non sono invece mai usati dalla cosiddetta guardia costiera libica che opera con navi italiane e che appena due giorni fa ha respinto in Libia 19 sopravvissuti in mare da dieci giorni”.

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