C’è anche Silvana De Mari, scrittrice e psicoterapeuta, nota per le sue teorie prive di ogni fondamento scientifico (incluse le dichiarazioni sull’opportunità di curare il Covid con antinfiammatori e cortisone), nell’elenco dei 95 medici non vaccinati sospesi ieri dall’Ordine dei Medici di Torino. De Mari, in particolare, era balzata alla ribalta dopo le sue dichiarazioni omofobe, comprese quelle sulla necessità di “curare” l’omosessualtà come una malattia, ed era stata condannata dopo avere pubblicamente accusato il movimento Lgbt di “diffondere la pedofilia”. Ora nel curriculum della dottoressa entra anche il rifiuto del vaccino contro il Covid e la conseguente soispensione dall’ordine professionale.
 
 
Dopo le comunicazioni arrivate nella sede di corso Francia dalle Asl di residenza, l’ordine presieduto da Guido Giustetto ha provveduto a ratificare la sospensione per l’inosservanza dell’obbligo vaccinale prevista dalla legge per il personale sanitario: 71 sono iscritti all’albo dei medici, 12 a quello degli odontoiatri e altri 12 a entrambi. Sull’albo degli iscritti, nella scheda che riporta i dati, l’ordine pubblica, per tutti i non vaccinati che non hanno saputo motivare la loro scelta, la dicitura “sospensione dal diritto di svolgere attività professionale implicante contatti interpersonali DL 44/2021”.
 
Dal consiglio direttivo è arrivata anche la conferma dall’avvocato amministrativista Vittorio Barosio e della sua équipe: l’interpretazione dell’ordine sulla limitazione all’attività degli iscritti non vaccinati è corretta. A sollevare i dubbi era stato il responsabile dell’area giuridica dell’Unità di crisi Antonio Rinaudo, convinto invece che i medici dovessero essere sospesi a 360 gradi e che l’ordine torinese stesse commettendo un errore.

Silvana De Mari 

 
“Il nostro consiglio ha incontrato Vittorio Barosio che ha approfondito la questione nei suoi risvolti costituzionali, amministrativi e deontologici, in merito alla natura giuridica della sospensione dal diritto di svolgere attività professionale – spiega il presidente dell’Ordine, Guido Giustetto, citando la legge – Non possono svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio Sars-Cov-2″. Una prescrizione, una visita in telemedicina potrebbero pertanto essere consentite anche se il medico non è vaccinato, è la tesi.
 
Tutti i legali hanno confermato la validità dell’orientamento fino a ora adottato dall’ordine nei confronti dei propri iscritti. ” La sospensione prevista dalla legge – rileva ancora Giustetto – ha quindi finalità cautelare e non disciplinare, e ha l’unico scopo di prevenire la diffusione del contagio e di proteggere i pazienti”.
 
 
In ogni caso l’Ordine torinese dei medici non ha intenzione di fermarsi alla ratifica della sospensione a cui è stato invitato dalle aziende: “Abbiamo convocato una apposita seduta di consiglio direttivo per valutare se e quali implicanze deontologiche comporti la violazione dell’obbligo da parte degli iscritti “. Parole che lasciano intendere prossimi provvedimenti disciplinari per i medici No Vax. Un conto è un medico che non esercita più e non si è vaccinato, un altro un medico di medicina generale che dissuade i pazienti dal vaccinarsi o partecipa a manifestazione No Vax rilasciando dichiarazioni ambigue.
 
 
“Dal punto di vista disciplinare – spiega Giustetto – si potrebbe configurare la violazione di almeno sei diversi articoli del codice di deontologia medica. Per questo stiamo considerando di attivare per ciascuno gli approfondimenti necessari. Prenderemo una decisione la prossima settimana “. E per l’ordine di medici e odontoiatri le sanzioni disciplinari vanno dall’avvertimento alla censura, alla sospensione e fino alla radiazione.

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