“Non lascerò niente ai figli in eredità, donerò tutto”. Diego Armando Maradona, morto all’età di 60 anni, in un’intervista lo scorso anno aveva delineato il proprio testamento. Ora, la questione relativa all’eredità del Pibe comincia a concretizzarsi e si profila come una sorta di rebus. Primo punto: la donazione integrale di tutti i beni del Diez non è un’ipotesi praticabile. La legge tutela gli eredi legittimi, a cui spetta una parte del patrimonio. E, nel caso di Maradona, secondo i media argentini si tratta di un patrimonio ingente, valutato tra 75 e 100 milioni di dollari. Si tratta però di stime approssimative, che non possono essere un punto di riferimento. Toccherà probabilmente ai periti fare chiarezza tra proprietà e residenze tra Argentina (almeno 5) e Dubai, auto (spicca una Rolls Royce Ghost da 300.000 euro e un anfibio militare in grado di trasportare 7 persone), beni di lusso (compreso un anello da 300.000 euro) e investimenti rilevanti. Inoltre, bisogna considerare contratti come quello da DT del Gimnasia e accordi di sponsorizzazione con colossi dei videogame o brandi di scuole calcio. Per non parlare di memorabilia dal valore inestimabile, già al centro di un contenzioso legale con la ex moglie Claudia Villafañe, portata in tribunale dal Pibe per evasione fiscale e appropriazione indebita di 458 oggetti.

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