14.1 C
Roma
martedì – 16 Dicembre 2025

Malattia di Fabry in Italia

Uno studio italiano recentemente pubblicato ha indagato la relazione tra la malattia di Fabry e le sue manifestazioni cerebrovascolari. La malattia di Fabry è una patologia lisosomiale rara e progressiva, causata da mutazioni del gene GLA, che provoca l’accumulo di globotriaosilceramide e altri glicosfingolipidi nelle cellule endoteliali.

La prof.ssa Gabriella Silvestri, coordinatrice dello studio, ha spiegato che il coinvolgimento cerebrale nella malattia di Fabry è ancora poco caratterizzato e che lo studio ha valutato la prevalenza delle alterazioni cerebrovascolari in una coorte di 40 pazienti adulti con diagnosi confermata di malattia di Fabry. I risultati hanno mostrato che circa il 40,6% dei pazienti presentava segni radiologici di lesioni della sostanza bianca, espressione di leucoencefalopatia.

Inoltre, lo studio ha analizzato i neurofilamenti a catena leggera (NfL) come potenziali biomarcatori del coinvolgimento cerebrale nella malattia di Fabry. I risultati hanno mostrato che i valori mediani di NfL erano più alti nei pazienti con malattia di Fabry rispetto ai controlli sani. La prof.ssa Silvestri ha sottolineato che i neurofilamenti potrebbero diventare un prezioso indicatore del coinvolgimento cerebrovascolare nella malattia di Fabry.

Lo studio ha anche evidenziato la relazione tra il coinvolgimento cerebrale e renale nella malattia di Fabry, con l’eGFR come unico predittore della presenza di lesioni cerebrali. La prof.ssa Silvestri ha commentato che i piccoli vasi sanguigni del rene e del cervello condividono caratteristiche di vulnerabilità e reagiscono in modo simile al danno cronico.

Infine, la prof.ssa Silvestri ha affermato che il prossimo obiettivo è progettare altri studi su una popolazione più ampia di persone con malattia di Fabry per verificare se i neurofilamenti si riveleranno effettivamente il marcatore chiave di cui avevano bisogno e per capire quanto le terapie oggi disponibili per la patologia riescano a incidere anche sul cervello, oltre che sugli altri organi coinvolti.

Articolo precedente
Articolo successivo
ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

PIÙ POPOLARI