Un ex ingegnere della Dyson sta portando una rivoluzione nelle faccende domestiche nelle comunità svantaggiate dopo aver inventato una lavatrice portatile e senza bisogno di corrente elettrica. Circa cinque miliardi di persone in aree remote e in via di sviluppo lavano ancora i loro vestiti a mano, un compito che grava in modo ingiusto sulle donne e sulle ragazze, che possono spendere fino a 20 ore a settimana in questo lavoro.
Navjot Sawhney ha fondato l’impresa sociale The Washing Machine Project per affrontare questo problema e ha già spedito quasi 500 delle sue macchine Divya a 13 paesi, tra cui Messico, Ghana, Iraq e Stati Uniti. La lavatrice Divya, composta da un tamburo esterno e uno interno che ruota, esegue un ciclo di lavaggio di 30 minuti in cui completa un carico di 5 kg con solo pochi minuti di rotazione manuale.
Il funzionamento della macchina è semplice: dopo aver caricato i vestiti, il detersivo e l’acqua e aver lasciato riposare per 10-15 minuti, gli utenti possono chiudere il coperchio e girare la manovella per due minuti, ripetendo l’operazione due volte dopo dieci minuti di riposo tra le rotazioni. La macchina può quindi essere svuotata utilizzando il rubinetto frontale.
Questo risparmia fino al 75% del tempo per l’utente e riduce del 50% il consumo di acqua. La squadra di The Washing Machine Project ha lavorato per rendere la macchina adatta alle località in cui sarebbe stata utilizzata, progettando un prodotto più semplice, più intuitivo e riparabile localmente utilizzando le competenze e le infrastrutture disponibili.
L’innovazione ha già impattato la vita di quasi 50.000 persone e Sawhney sta solo iniziando. The Washing Machine Project spera di raggiungere 1.000.000 di persone entro il 2030, con l’aiuto di partner come organizzazioni non governative, agenzie delle Nazioni Unite e comunità locali. La produzione localizzata inizierà a breve in India, dove verranno prodotte nuove generazioni di macchine più vicine a coloro che le utilizzano.