Se con un occhio punta lo sguardo sulla sfida Marte, l’Italia tiene ben dritta la rotta anche sui programmi spaziali che riporteranno l’uomo sulla Luna. Tanto che nell’attesa legge di bilancio le nostre ‘attività lunari’ hanno un paragrafo dedicato. Un capitolo di investimenti che apre un varco importante al nostro Paese nella nuova Lunar Economy europea e globale. “Il governo Draghi sta mostrando un interesse molto alto verso lo spazio e le attività spaziali italiane” e “nell’ultima legge di bilancio per la prima volta ci sono risorse miratamente destinate alla partecipazione italiana lunareanticipa all’Adnkronos il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia.

Saccoccia sottolinea che sebbene sul tema Luna “non ci siano ancora stati confronti diretti per decisioni che coinvolgano in maniera forte il governo”, l’esecutivo ha comunque dedicato attenzione alle nostre attività. “E’ già la terza legge di bilancio in cui ci sono tematiche legate allo spazio, ma – spiega il numero uno di Asi – quest’anno ci sono risorse destinate in maniera mirata a missioni e programmi che coinvolgono il tema Luna, a differenza delle altre manovre in cui tutto ciò era, come dire, ‘nascosto’ in un più generale capitolo dedicato allo spazio”. Non solo.

A riprova che la Lunar Economy sta muovendo i primi passi anche da noi, l’Agenzia Spaziale Italiana si prepara a lanciare il cubesat ArgoMoon, un microsatellite realizzato da una Pmi spaziale, l’italiana Argotec basata a Torino. Nella missione Orion che andrà – senza astronauti – intorno alla Luna, a bordo del lanciatore statunitense della Nasa Space Launch System (Sls) Saccoccia ricorda che “ci saranno una dozzina di cubesat” e “l’unico contributo europeo sarà italiano con la missione Asi-Nasa del microsatellite ArgoMoon prodotta da Argotec”. Il cubesat made in Italy servirà a testare tecnologie di comunicazione in deep space e scatterà foto del modulo americano e della superficie lunare, la sua partenza era stimata a fine 2021 ma sembra già confermato lo slittamento verso febbraio, forse marzo del 2022.

Tra gli ‘obiettivi made in Italy’ le architetture di comunicazione e navigazione lunare

Nonostante si sia arrivati al 2025 come prima data possibile per un ritorno dell’uomo alla Luna, “ci sono missioni intermedie” che interessano già l’Italia e, una volta superata “la crisi del Covid ed il cambio di Amministrazione in Usa”, i nostri investimenti daranno frutto visto che “gli Stati Uniti hanno comunque confermato il ‘commitment’ al programma lunare” osserva Saccoccia. Intanto l’Italia “sta continuando a interagire al meglio con gli Usa e la Nasa per definire il nostro contributo nazionale nelle missioni dedicate alla Luna”. Un contributo, sottolinea Saccoccia, che “ovviamente guarda alla massimizzazione dei ritorni di tutti gli investimenti” sostenuti dal nostro Paese per essere nel gruppo di testa di coloro che torneranno a farci rivivere il sogno di quel ‘primo passo’ di Neil Armostrong.

In primo piano nel programma lunare italiano ci sono “i moduli abitativi che – spiega il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana – stiamo peraltro già sviluppando nell’ambito del contributo Esa al programma Artemis, c’è anche l’i-Hub e ci sono altri elementi che saranno il cuore del Lunar Gateway, la stazione orbitante intorno alla Lunga”. Saccoccia evidenzia che “l’idea italiana è anche quella di poter arrivare a contribuire ad elementi che saranno installati sulla superficie della Luna, come moduli fissi o moduli trainabili”. “Stiamo valutando studi preliminari con la nostra industria e naturalmente discutendo con gli Stati Uniti” riferisce.

Nel ritorno alla Luna, l’Italia con l’Asi punta a contribuire ad un altro elemento strategico per le missioni lunari e le ricadute che si avranno anche per i servizi sulla Terra: “le architetture di comunicazione e navigazione lunare” indica il presidente Asi. E Saccoccia guarda con forza a questo obiettivo: “C’è un interesse nato già da tempo come possibile bilaterale ma per mettere un’importante segnaposto’ a queste missioni, l’Italia è diventata capo cordata di uno dei due studi che si stanno facendo in ambito Esa per sviluppare un sistema di comunicazione e navigazione lunare“. “E questo – aggiunge infine il numero di Asi – porterà ad avere una proiezione più di dettaglio che speriamo possa essere realizzata con una componente made in Italy”.

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