Oggi è il giorno in cui se ne parla di più. Il 31 luglio di ogni anno, infatti, il culmine del piacere sessuale torna ad essere il protagonista della giornata mondiale dedicata, appunto, all’orgasmo. C’è chi non ne può fare a meno, vantandosi di averne anche di multipli, e chi si rifugia nell’ormai iconica scusa del mal di testa, per sfuggire dalle grinfie del partner ed evitare così la frustrazione di chi non ne ha mai provato uno. Ma quali sono i disturbi più comuni che non permettono di raggiungere l’orgasmo?


Disturbi femminili

I fattori che impediscono a una donna di raggiungere l’orgasmo (anorgasmia, ossia mancanza di orgasmo) sono molteplici e di diversa natura. “Ci sono donne che, pur avendo un piacere sessuale molto intenso, non riescono a raggiunge l’esperienza orgasmica – spiega Salvatore Caruso, docente di ginecologia e ostetricia all’Università di Catania e presidente della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (Fiss) – .Alcune donne, per esempio, hanno paura di lasciarsi andare. “Il loro timore è quello di allontanarsi dal contesto in cui l’esperienza avviene”. Anche l’uso dei farmaci, come quelli psicotropi, ansiolitici e antidepressivi, può ostacolare il raggiungimento dell’orgasmo. Così come alcuni anticoncezionali, per esempio la pillola estroprogestinica, che in alcune donne possono creare difficoltà nell’avere un orgasmo. “Si tratta di contraccettivi che hanno una attività anti-androgenica elevata”, spiega Caruso.


 
Il dolore

Poi, ricorda l’esperto, c’è tutto il capitolo della sessualità dolorosa, che non permette di raggiungere l’orgasmo. “Pensiamo, per esempio, a tutti quei disagi legati alle infezioni vaginali, tipo da candida o da trichomonas, che producono una sofferenza tissutale per cui il coito diventa doloroso”. C’è, inoltre, la dispareunia, termine che indica il dolore durante i rapporti. “Può essere un dolore iniziale, ossia quando avviene la penetrazione, e più superficiale dovuto a diversi fattori, come uno spasmo, la paura di farsi male, o l’esperienza da parto traumatico”, spiega Caruso. “Oppure un dolore più profondo, che avviene durante il rapporto e quindi a penetrazione avvenuta, che solitamente è dovuto a stadi infiammatori importanti o all’endometriosi”. Infine, c’è un altro aspetto da evidenziare: l’anorgasmia dovuta alla paura di perdere le urine. “Ci sono donne che hanno un’incontinenza improvvisa durante l’orgasmo”, commenta l’esperto. “Diventano, quindi, anorgasmiche pur avendo rapporti sessuali e si abituano, perciò, a non avere l’orgasmo per evitare la perdita delle urine”.


Disturbi maschili

Oltre all’utilizzo di specifici farmaci che possono ostacolare il raggiungimento dell’orgasmo, gli stessi citati per le donne, ci sono degli ostacoli anche per il sesso maschile. Infatti, anche se un uomo raggiunge l’eiaculazione (soprattutto quella precoce) non significa affatto che raggiunga il piacere sessuale. “Questi casi si definiscono come un mancato controllo del vivere il piacere”, spiega Caruso. “Spesso seguiti da una mortificazione dell’uomo, perché in verità è solo una emissione di liquido seminale fine a sé stessa, senza però avere l’esperienza gratificante”.
 

I dopanti

Altri fattori che impediscono di raggiunge l’orgasmo sono rappresentati dall’abuso di dopanti ad azione adrogenica, sostanze che aumentano la massa muscolare. “Queste sostanze possono avere effetti collaterali”, commenta l’esperto. “Oltre a danneggiare il sistema vascolare, a livello di performance sessuale non hanno un risvolto positivo”. Inoltre, esistono dei farmaci, per il trattamento delle patologie vascolari, ma anche dei disturbi della depressione e dell’ansia, che influiscono negativamente sull’esperienza orgasmica. “Alcuni ipotensivi, ossia i farmaci che si utilizzano per trattare la pressione alta, oltre a diminuire il desiderio possono danneggiare l’esperienza orgasmica”.

 
Un’esperienza soggettiva

Buttate via i cronometri. Perché che l’orgasmo duri 2, 8 o 10 secondi non ha alcuna importanza. “Non dobbiamo dare delle regole”, commenta Caruso. “Una persona potrebbe inserirsi in un quadro disfuzionale quando non lo è, anche solo leggendo delle note tempistiche che in realtà non esistono”. L’orgasmo è l’esperienza piacevole di ciascuno, ed è perciò molto personale. “Le statistiche, quindi, lasciano il tempo che trovano”, sottolinea l’esperto. “Alcune persone possono esprimere l’esperienza orgasmica attraverso un piacere molto inteso, invece che con l’orgasmo vero e proprio”. La sessualità, quindi, è l’aspetto ludico del quotidiano che genera una quantità di endorfine, le sostanze che trasmettono il piacere, che ci fa stare bene. “Un discorso che è valido anche per una sessualità non necessariamente basata sull’orgasmo, ma più semplicemente su un’elevata e intensa esperienza piacevole”, conclude Caruso. “La sessualità non può essere categorizzata. È un’esperienza soggettiva e personale”.
 
 
 
 

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