Tanto per cambiare, la stagione della Lazio – sabato il debutto in campionato, alle 18 a Cagliari – parte tra le polemiche. Perché la qualificazione in Champions League, arrivata dopo 13 anni sofferti, aveva illuso la tifoseria: ci si aspettava un mercato di alto livello, con una strategia più aggressiva delle scorse stagioni, tanto più che era stato trattato David Silva e Kumbulla sembrava a un passo. Invece i due obiettivi sono sfumati per motivi diversi – lo spagnolo ha scelto di tornare nella Liga, il Verona ha preferito l’offerta più alta della Roma per l’albanese – e i sostenitori biancocelesti confidavano in altri acquisti dello stesso spessore. Adesso che siamo a poche ore dall’esordio di Cagliari, il mercato della Lazio è fermo a 5 nuovi giocatori: Reina ed Escalante, arrivati a costo zero, il mediano Akpa Akpro “salito” dalla Salernitana (l’altro club di Lotito), Muriqi e Fares (peraltro non ancora ufficializzato), pagati 19 milioni il primo e 9 il secondo, in tutto esattamente i 28 milioni garantiti dalla sola qualificazione ai gironi della Champions. È fatta anche per Wesley Hoedt, difensore ceduto nel 2017 al Southampton per 17 milioni e ripreso adesso in prestito, su richiesta di Inzaghi che però sperava in ben altri rinforzi.

Inzaghi in scadenza

Non a caso, al di là del malcontento dei tifosi per “un mercato non da Champions”, come ripetono, il segnale più preoccupante è che la stagione inizia con l’allenatore in scadenza di contratto. Già, perché Inzaghi è legato alla Lazio fino al 2021 e non c’è in agenda alcun incontro per il rinnovo: evidente che nessuna delle due parti, né il tecnico né Lotito, abbia fretta di prolungare il rapporto. Partire con il contratto in scadenza è una novità assoluta per Inzaghi, al quinto campionato (più 7 partite di quello 2015-2016, quando subentrò all’esonerato Pioli) sulla panchina della Lazio. “Il più difficile”, ripete lui, giustamente. Perché non c’è solo da giocare ogni tre giorni, ma l’impegno infrasettimanale è la prestigiosa Champions League. “Mi aspetto i rinforzi promessi”, ha detto il 4 settembre, ultimo giorno di ritiro. Oltre a Hoedt, attende una mezzala che possa tenere sulla corda i titolarissimi Milinkovic e Luis Alberto. In corso un tentativo per Draxler, che il Psg sembra disposto a cedere. Di sicuro, proprio aver trattenuto i top player, dagli stessi Milinkovic e Luis Alberto a Immobile (contratto rinnovato con la cifra record, per la Lazio, di 4 milioni netti a stagione), Correa (respinta un’offerta da 30 milioni della Juve) e Acerbi, è la nota positiva della turbolenta estate biancoceleste. Ancora una volta, la strategia prevede una formazione titolare di spessore e poi alternative che considerano la Lazio un punto d’arrivo, quindi affamate e totalmente dedite alla causa (Hoedt, Escalante, Cataldi, Akpa Akpro, Parolo, Marusic, Lukaku, Caicedo e così via): questa filosofia ha pagato gli anni scorsi, ma stavolta c’è la Champions – appunto – e piazzare un bel punto interrogativo sulla (rischiosa) scelta è inevitabile.

Debutto senza volti nuovi

Fatto sta che la Lazio debutta a Cagliari senza neanche un nuovo acquisto nella formazione titolare: Reina, Escalante e Akpa Akpro vanno in panchina, Fares non è disponibile (ed è comunque in ritardo di preparazione) e il “pivot” Muriqi è infortunato e in quarantena (è risultato positivo a un tampone fatto la settimana scorsa in Turchia). Giocano i soliti, che però – a parte Lulic e Luiz Felipe, entrambi in infermeria e il capitano non si sa quando tornerà a giocare – sono gli stessi che l’anno scorso hanno strappato la Supercoppa alla Juve ed erano in corsa per lo scudetto – con quella meravigliosa serie di 21 risultati utili consecutivi – fino allo stop per pandemia. Dalla Scarpa d’Oro Immobile al ritrovato Leiva, tutti hanno voglia di ripetere la favolosa stagione scorsa, evitando gli errori che hanno fatto scivolare la squadra, dopo il lockdown, dal secondo al quarto posto. Lotito conta i mancati guadagni da Covid, quantificati in 45 milioni, proprio nella stagione del ritorno in Champions, ma dalla sua Lazio si aspetta comunque risultati importanti: entrare tra le prime 4 in campionato e superare il girone nella competizione più prestigiosa d’Europa, questi gli obiettivi. Con qualche colpo finale sul mercato, magari centrarli sarebbe meno complicato di quanto non appaia adesso. E placherebbe l’ira dei tifosi, da settimane scatenati sui social contro le scelte fatte nella campagna acquisti. Tanto per cambiare, appunto: succede ogni estate, poi spesso il campo e i risultati danno ragione a Lotito e Tare. Accadrà anche nell’anno più difficile, quello del sospirato ritorno in Champions?



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