Pedalando lungo 545 KM di meraviglie attraverso l’Aspromonte fino a bagnarsi i piedi nelle acque blu di Reggio Calabria, attraverso 12 tappe, 46 città e villaggi, 3 Parchi Nazionali e uno Regionale. Un viaggio tra natura, storia e grande avventura.

Lo chiamano “la Porta del Pollino” ma il piccolo paesino di Laino Borgo, poco più di 1.100 abitanti secondo le ultime stime, oltre a segnare l’ingresso nord-ovest di uno dei parchi nazionali più importanti del sud Italia, racconta un intreccio millenario tra storia, natura e avventura, che lo rendono da secoli un punto di arrivo e di partenza.

Accompagnato da due corsi d’acqua, il torrente Iannello e il fiume Lao, da cui deriva il suo nome fin dalla notte dei tempi, secondo gli studiosi il borgo era l’antica Laos, una  fiorente polis della Magna Grecia, importante centro di scambi commerciali tra il Mar Ionio e il Mar Tirreno.

Mille anni più tardi, la costruzione del Santuario della Madonna delle Spasimo, con le sue 16 minuscole cappelle erette a partire a partire dal 1557, hanno trasformato il borgo nella “Gerusalemme della Calabria”, meta di pellegrinaggi in estate.

Oggi, oltre ad attirare studiosi, turisti e devoti, Laino Borgo è diventato un vivace crocevia di sentieri naturalistici per gli appassionati di trekking, la base per gli amanti del rafting diretti alle gole del Lao, l’ambiente ideale per chi desidera osservare animali e uccelli. E, soprattutto, l’inizio di un suggestivo viaggio alla scoperta della Calabria per i biker. Dal piccolo centro, infatti, prende avvio la Ciclovia dei Parchi, un incredibile percorso dalle cime  dell’Appennino calabro alla costa marina in sella alla propria bicicletta.

Ciclovia dei Parchi
Uno scorcio di Laino Borgo

La Ciclovia dei Parchi della Calabria

Attraversando 46 città, paesi e centri abitati, 3 Parchi Nazionali (il Parco del Pollino, il Parco della Sila e il Parco dell’Aspromonte) e 1 Regionale (il Parco Naturale delle Serre), la Ciclovia dei Parchi in Calabria è un suggestivo itinerario appenninico, che si snoda tra strade a basso traffico veicolare, sentieri ciclabili ed ex ferrovie.

Dopo la partenza dal borgo, il tracciato prosegue per 545 km, toccando l’altitudine massima di 1.565 m al Km 208, nei pressi del Lago Arvo, e giungendo all’altitudine minima di 19 m, all’approdo di Reggio Calabria, al livello del mare.

Il percorso è suddiviso in 12 tappe, che coprono distanze da 31 ai 58 Km ciascuna e presentano diversi livelli di difficoltà, dai più facili adatti anche alle famiglie con bambini, fino ai più impegnativi per i ciclisti ben allenati.

Ciclovia dei Parchi
Un panorama nel Parco dell’Aspromonte

Ma che si completino poche o tutte le tratte, questo viaggio consente di immergersi nel cuore pulsante della regione, esplorando paesaggi naturali stupefacenti, cieli aperti a perdita d’occhio, tradizioni locali, cibi, arte e storia. Ogni tratta offre un susseguirsi di emozioni e soddisfazioni.

Non a caso nel 2021, grazie all’interesse del suo itinerario e alla qualità dell’organizzazione cicloturistica, la Ciclovia dei Parchi ha meritato il primo posto all’Italian Green Road Award.

Montiamo in sella!

Ciclovia dei Parchi: da Borgo Laino a Lago Cecita (Cupone)

Consigliato ai ciclisti più esperti, il tragitto da Borgo Laino sino al Lago Cecita parte come un tuffo nella storia. Lungo i circa 190 km che compongono le prime quattro tappe della ciclovia, s’incrociano i ruderi dell’antica fortezza longobarda di Laino Castello vecchio e, a seguire, la Grotta del Romito di Papasidero, un sito risalente al Paleolitico. Da lì ancora pochi chilometri ed è la volta del Faro votivo di Mormanno (830 m), eretto in onore ai Caduti della Grande Guerra.

Ciclovia dei Parchi
Panorama del Pollino da Mormanno | Credit: Daniele Carletti – BeCycling.net

Arrivati alla Piana di Campotenese, tra il Pollino e l’Orsomarso, la ciclopista prosegue sul tracciato dell’ex Ferrovia Calabro-Lucana in direzione Morano Calabro (680 m). Il paese è annoverato tra i Borghi più belli d’Italia e presenta il suggestivo abitato medievale a semicerchi ritratto dall’artista olandese Maurits Cornelis Escher. Superate alcune discese e qualche impervia salita, si giunge ad Acquaformosa, con la suggestiva Chiesa Matrice con impianto romanico, e il borgo fortificato di San Donato di Ninea.

Ciclovia dei Parchi
Veduta di Morano Calabro

Dopo le file dei vigneti e uliveti costeggiando i fiumi Rosa ed Esaro, si scopre Ferramonti di Tarsia, sito del più grande campo di concentramento italiano fascista, e Bisignano con le antiche botteghe dei liutai e il Santuario di Sant’Umile, che conserva le reliquie del santo del 1500.

Ciclovia dei parchi
Nel Pollino verso Castrovillari | Credit: Daniele Carletti – BeCycling.net

Il tragitto continua tra antiche masserie e raggiunge quota 1262 m vicino alla Cava di Melis e ai vigneti più alti d’Europa, per poi scendere verso il suggestivo Lago Cecìta a 1162 m. Le rive del lago ospitano il Centro Visita Cupone, punto di accesso al Parco Nazionale della Sila con i suoi habitat e spazi naturali incontaminati.

Ciclovia dei Parchi
Ponte su fiume Coscile in localitè Castrovillari | Credit: Daniele Carletti – BeCycling.net

Ciclovia dei Parchi: dal Lago Cecita a Girifalco

Continuando a costeggiare il Lago Cecita, la Ciclovia inizia ad inerpicarsi tra radure lussureggianti e fitte pinete imponenti, in un percorso paesaggistico unico ed emozionante. Tra poche discese e molte salite, con pendenze anche del 13%, si raggiungono le pendici di Monte Altare. Siamo nel punto più alto dell’itinerario: 1565 metri. Superato il Lago Arvo (1290 m), la green road incrocia il Cammino di Gioacchino da Fiore, per poi arrivare dopo alcuni chilometri al Lago Ampollino (1282 m).

Ciclovia dei Parchi
La Ciclovia verso il largo Arvo | Credit: Daniele Carletti – BeCycling.net

Dopo 14 km intorno al lago e alcuni saliscendi impegnativi, ecco apparire il Villaggio Mancuso (1304 m) con le sue baite in legno degli inizi del Novecento. Immersi tra i pini larici, alle porte di Albi il paesaggio apre la vista al mare Jonio all’orizzonte.

Una visita a Taverna (521 m) per ammirare le opere del pittore seicentesco Mattia Preti e via verso il borghi di Sorbo S. Basile, Maranise, Fossato Serralta (720 m) e Gimigliano (525 m), per attraversare poi il viadotto sul Fiume Corace fino al centro storico di pregio Tiriolo. Da qui, durante le giornate terse, è possibile vedere le Isole Eolie.

Ciclovia dei Parchi
Il centro storico di Tiriolo | Credit: Daniele Carletti – BeCycling.net

Ancora alberi di castagne, cerri e ulivi, inframezzati da eucalipti e piante di fichi d’india e, superato Settingiano (170 m), si arriva al punto più stretto dello Stivale, dove solo 30 km di terra separano il Mar Jonio e il Tirreno. Una visita a Caraffa, un paese arbëreshe del XV secolo, e poi rotta verso le pendici del Monte Covello. Siamo alle porte del Parco delle Serre, precisamente a Girifalco. Il piccolo centro custodisce due gioielli barocchi in pietra calcarea: la Chiesa di San Rocco e la Fontana del Diavolo, così chiamata per la leggenda secondo cui il demonio l’avrebbe costruita in una sola notte, lasciando anche l’impronta della sua orma sui gradoni.

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Il percorso ciclabile tra Santa Maria del Bosco e Serre San Bruno | Credit: Daniele Carletti – BeCycling.net

Ciclovia dei Parchi: da Girifalco a Reggio Calabria

Salutato Girifalco, dopo una manciata di chilometri la Ciclovia entra nel Parco del Covello (815 m), il monte posto al centro dell’istmo. Successivamente, superati il Chiaravalle, Cenadi, San Vito, e Chiaravalle Centrale (525 m), tra noccioleti e faggete si pedala fino a Torre di Ruggiero, un borgo fondato da Ruggiero I il Normanno, oggi noto per la coltivazione della nocciola di Cardinale. Lasciati alle spalle Simbario e Spadola, il Fiume Ancinale segna la strada per Serra San Bruno (798 m) e la sua splendida Certosa di Santo Stefano costruita nel 1084.

Ciclovia dei Parchi
Il centro storico di Serre San Bruno | Credit: Daniele Carletti – BeCycling.net

Dalla Certosa, la ciclovia prosegue per Mongiana (920 m), conosciuto per le Reali Ferriere Borboniche. Il percorso continua nella natura, salendo verso la Riserva Naturale Biogenetica Cropani Micone e poi ancora a Fabrizia, nella Riserva Naturale Marchesale tra faggi, castagni e abeti bianchi.

Ciclovia dei Parchi
La foresta nei pressi di Mongiana | Credit: Daniele Carletti – BeCycling.net

Una discesa di 12 km schiude l’accesso al Parco Nazionale dell’Aspromonte: tra fitti boschi di faggio e alcune asperità, si approda al suggestivo borgo di Canolo, proprio al centro tra due canyon sui Dossoni della Melia, dai quali domina la locride.

A Zomaro, a 1000 m di quota, il Centro visite e Museo botanico illustra le unicità della flora e della fauna dell’Aspromonte. Come i faggi e gli abeti secolari di Villaggio Moleti, le felci giganti dei Piani dello Zillastro e il masso ciclopico di Pietra Salva, che s’incontreranno lungo il cammino.

Ciclovia dei Parchi
Il Mausoleo di Garibaldi nel Parco Nazionale dell’Aspromonte | Credit: Daniele Carletti – BeCycling.net

Superata un’altra salita, si arriva a 1378 metri d’altitudine per poi iniziare una discesa in direzione di Reggio Calabria, tappa conclusiva della Ciclovia.

Prima di giungere a destinazione, però, altre meraviglie attendono il cicloturista pronte a stupirlo. Poco prima d’imboccare la strada per Ortì, sul Sentiero Calabria, lo sguardo si trova a spaziare  sulla Sicilia. La vista diventerà ancora più stupefacente una volta giunti al Monastero della Visitazione, da cui il panorama si apre su Reggio, lo Stretto di Messina e l’Etna.

Ciclovia dei Parchi
Il panorama dall’Aspromonte | Credit: Daniele Carletti – BeCycling.net

Molti vigneti e  piante di fichi d’india dopo, la discesa raggiunge una pendenza del 19%. Al termine ci si immette sulla ciclabile dell’Arena dello Stretto a Reggio Calabria e si pedala accompagnati dall’azzurro del mare sul “più bel chilometro d’Italia” fino a destinazione: il lungomare Falcomatà, punto di approdo della Ciclovia e meta finale del nostro impegnativo viaggio sulle due ruote.

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Il Lungomare Falcomatà a Reggio Calabria | Credit: Daniele Carletti – BeCycling.net



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