Si è appena svolta a Reykjavík, in Islanda, l’edizione dell’Arctic Circle Assembly, un’importante rete internazionale focalizzata sull’Artico. Questo evento annuale raccoglie governi, istituzioni di ricerca, ONG e imprese, riunendo oltre 2.000 partecipanti da più di 60 Paesi per discutere questioni fondamentali come cambiamenti climatici, sicurezza artica, diplomazia scientifica e sviluppo sostenibile.
L’Italia ha avuto un ruolo significativo, con la partecipazione di diverse istituzioni, tra cui il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). Giuliana Panieri, direttrice dell’Istituto di scienze polari del Cnr, ha sottolineato l’importanza della ricerca italiana nell’ambito dell’Artico e della criosfera, affermando che il loro impegno è volto a tradurre la ricerca in azioni per la sostenibilità del pianeta.
Un panel chiave, organizzato dall’Osservatorio Artico, ha esaminato la diplomazia scientifica legata al Forum di Roma del 2026. Panieri ha evidenziato come la scienza rappresenti non solo conoscenza, ma anche diplomazia e cooperazione, fondamentali in un contesto geopolitico complesso come quello artico.
Agostino Pinna, Inviato speciale per l’Artico del Ministero degli Affari Esteri, ha presentato le attuali politiche italiane. Ha notato che la presenza italiana all’Arctic Circle Assembly è cresciuta nel tempo, con rappresentanti di diversi ministeri e esperti nazionali. La presenza del Sottosegretario alla Difesa, Senatrice Rauti, ha rappresentato un passo importante per ampliare la prospettiva italiana sull’Artico.
Infine, è stata annunciata l’apertura della call per il prossimo Arctic Circle Rome Forum Polar Dialogue, che si terrà nel marzo 2026 a Roma, coinvolgendo vari ministeri e il Cnr. La Senatrice Rauti ha concluso esprimendo la consapevolezza dell’Italia riguardo alle trasformazioni in atto nell’Artico e all’importanza di cooperare per proteggere questo ecosistema fragile.