Mentre in Italia si toccano i 17 milioni di vaccinati con terza dose, Israele si “porta avanti” e dà inizio a una sperimentazione clinica sulla quarta dose di vaccino anti-Covid. Dall’inizio delle somministrazioni il Paese si è sempre distinto per anticipare i tempi e ora l’intenzione è quella di capire quanto una ulteriore dose di vaccino protegga da malattia e infezione del virus mutato.

Alla sperimentazione clinica hanno partecipato 150 dipendenti dello Sheba Medical Center di Ramat Gan, vicino Tel Aviv. Si parlava di quarta dose già da qualche settimana, per proteggere i soggetti più fragili dalla variante Omicron. Ora però, la sperimentazione israeliana è finalizzata a un doppio booster anche per over 60, operatori sanitari e, come già deciso in precedenza, fragili e fragilissimi.

I primi a ricevere la quarta dose sono stati un medico, il professor Jacob Levi, e un’infermiera Orna Rahminov. Entrambi sono dipendenti dell’ospedale Sheba e hanno accettato di prendere parte alla sperimentazione. Ad oggi in Israele circa il 45% della popolazione totale ha già ricevuto la terza dose di vaccino, ma l’urgenza di questo tipo di test si è prefigurata a causa del sequenziamento di 2000 casi di Omicron. Estendere anche la quarta dose alla popolazione generale significherebbe creare un precedente anche per gli altri Paesi della zona eurasiatica, come è già successo per la terza booster in autunno.

La pillola Pfizer, 100 mila ordinate

Intanto il Paese, secondo il Guardian, ha ordinato 100 mila pillole antivirali di Paxlovid, il farmaco Pfizer contro Covid-19. Naftali Bennett, premier israeliano, ha concluso l’accordo con Albert Bourla, CEO della farmaceutica. Paxlovid è un trattamento orale che si può prendere a domicilio, efficace al 90% nell’evitare ricoveri e decessi in chi ha rischio grave di peggioramento. Dai dati più recenti sembrerebbe essere efficace anche contro l’ultima variante. L’Agenzie europea del Farmaco lo ha approvato il 16 dicembre scorso a scopo emergenziale, per l’uso precoce prima della commercializzazione. Israele ne farà uso non appena avrà ricevuto i primi campioni, inseguendo l’obbiettivo di contagi e morti a zero.

 



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