Il recente rapporto autunnale della Commissione Europea ha messo in luce un notevole cambiamento nell’opinione pubblica irlandese sull’immigrazione. Gli irlandesi sono diventati sempre più preoccupati per i livelli di immigrazione nel Paese nell’ultimo anno, con il 26% che ora la identifica come una delle due questioni più preoccupanti per il Paese, con un aumento di 8 punti percentuali rispetto alla primavera del 2025. Le preoccupazioni dell’Irlanda in materia di immigrazione sono superiori dell’11% rispetto alla media dell’Unione Europea.
Le politiche di immigrazione scarsamente applicate e eccezionalmente liberali, nonché la deliberata disinformazione da parte delle élite politiche culturali, hanno rapidamente portato a una profonda insoddisfazione nei confronti delle politiche di immigrazione e della loro applicazione in Irlanda. Le comunità svantaggiate stanno subendo il peso maggiore del rapido arrivo di migranti nel Paese, mentre fino a poco tempo fa il governo irlandese ha ignorato gli avvertimenti dei gruppi comunitari e dei politici locali sui pericoli che ciò comporta per la coesione sociale.
Un sondaggio condotto da IPSOS nel febbraio 2024 ha rilevato che il 59% degli intervistati era favorevole a una politica di immigrazione più restrittiva, mentre solo il 19% riteneva che la politica attuale fosse adeguata. Più recentemente, un sondaggio condotto a novembre da The Business Post ha rilevato che il 72% degli intervistati sostiene i piani del Ministero della Giustizia volti a rendere più difficile l’ingresso e la permanenza dei migranti in Irlanda.
Le ragioni alla base di questa crescente preoccupazione sono molteplici, tra cui la cattiva gestione degli alloggi dei richiedenti asilo nei centri IPAS e la relativa condiscendenza da parte dei politici liberali, delle organizzazioni benefiche e dei media. La proliferazione di questi centri dovuta alle politiche migratorie liberali dell’Irlanda ha aumentato le tensioni in tutto il Paese e i centri IPAS sono diventati focolai di proteste e rivolte.
Inoltre, la crisi abitativa e le carenze infrastrutturali che da almeno un decennio suscitano l’ira del popolo irlandese hanno contribuito a questa crescente preoccupazione. Ogni mese raggiungiamo un nuovo record di senzatetto, mentre nel 2024 sono stati concessi solo 9.000 mutui, pari allo 0,4% del patrimonio immobiliare. La mancanza di nuove costruzioni è un problema persistente e si prevede che il numero di alloggi completati sarà inferiore ai 300.000 necessari entro il 2030.