«Iniezioni anche a scuola, noi lo proponiamo da tempo» dice Rocco Russo, coordinatore del tavolo tecnico sulle vaccinazioni della Società italiana di pediatria e pediatra nella Asl di Benevento. «Sarebbe utile anche per gli altri vaccini, non solo per il Covid».

In che modo?
«Sarebbe sicuro e comodo per i genitori. Una parte non trascurabile del ritardo nelle vaccinazioni pediatriche è dovuta alle difficoltà logistiche dei genitori, che magari fanno fatica a prendere ferie. Ma se per immunizzare i figli bastasse accompagnarli a scuola, tutto sarebbe più semplice. Ovviamente ci sarebbero i pediatri presenti. Nelle zone più isolate, o dove non ci sono spazi adeguati, useremmo i camper».

Ma se il coronavirus è clemente con i più giovani, perché vaccinarli?
«Perché in rarissimi casi il Covid può lasciare strascichi anche in bambini e ragazzi e perché vaccinarli protegge anche gli adulti. Una buona strategia di sanità pubblica non può lasciare delle sacche di individui suscettibili all’infezione. Si creerebbero dei reservoir per la circolazione del virus e si metterebbe a rischio il resto della popolazione non vaccinata. Circolando in modo sostenuto fra i più giovani, il virus potrebbe anche creare nuove varianti».

Pensate che sarà un problema convincere i genitori?
«Come Società italiana di pediatria stiamo pensando a una campagna di comunicazione. Avevamo l’idea anche di un concorso per i ragazzi dei licei artistici, chiedendo di disegnare un supereroe, o qualcosa di simile, da mostrare nelle scuole».

Perché i bambini devono aspettare tanto per un vaccino?
«Noi pediatri lo ripetiamo sempre: i bambini non sono piccoli adulti. Il sistema immunitario dei più giovani ha incontrato pochi patogeni ed è pieno di cellule pronte a rispondere con vigore a un nuovo microbo o a un vaccino. Negli anziani la situazione è capovolta: il sistema immunitario ha una grande esperienza di agenti patogeni, ma scarso vigore. Quando si studia un vaccino per i bambini, bisogna per prima cosa calibrare la concentrazione giusta del principio attivo. Occorre stimolare la produzione di anticorpi, ma senza suscitare una risposta esagerata. In genere, abbiamo visto che la quantità di anticorpi è tanto più alta quanto più è bassa l’età».

I bambini sono impauriti dal Covid, lo saranno anche dal vaccino?
«Lo stress per questa malattia c’è, Ma anche nel caso del vaccino, la loro reazione dipenderà molto dalla serenità dei genitori».

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