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sabato – 17 Gennaio 2026

Intervento in Venezuela: petrolio e interessi

Il 4 gennaio, il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli ha scritto sui social che forse era meglio restare in silenzio. Secondo lui, giustificare un’azione militare parlando di narcotraffico e “difesa preventiva” senza considerare i grandi giacimenti petroliferi del pianeta significa chiedere al Paese di avere fede cieca. È difficile credere che un intervento armato in Venezuela sia motivato da spirito filantropico, soprattutto considerando la presenza di grandi quantità di petrolio nella regione.

Il messaggio della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni cerca di conciliare condanna formale e comprensione sostanziale, ma il risultato finisce per essere un esercizio di equilibrismo retorico che normalizza un’aggressione. Non si tratta di una semplice storia di buoni e cattivi, e ignorare il petrolio come fattore rilevante è come credere che la pioggia cada a causa degli ombrelli. In questo caso, il silenzio potrebbe essere imbarazzante, ma certe giustificazioni lo sono ancora di più.

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