È entrato in vigore il decreto legge 132/2025 riguardante l’intelligenza artificiale, che stabilisce un obbligo di informazione per i professionisti riguardo l’uso di sistemi di IA nei servizi ai clienti. Questa normativa si allinea con il futuro AI Act europeo e definisce principi chiave per lo sviluppo e l’applicazione dell’intelligenza artificiale.
La novità principale per i professionisti è l’obbligo di comunicare ai clienti in modo chiaro e completo le modalità di utilizzo dell’IA nei propri servizi. Diversi ordini professionali, come quello dei giornalisti, si sono già preparati, mentre altri stanno aggiornando le loro procedure. Confprofessioni e l’Associazione nazionale forense hanno creato un modulo informativo da allegare a documenti come lettere di incarico o consensi informati, per garantire trasparenza.
Un principio fondamentale introdotto dalla legge è che l’intelligenza artificiale deve fungere da supporto e non da sostituto nel lavoro dei professionisti. Questo implica che il contributo del professionista deve rimanere predominante e che la responsabilità finale del servizio non può essere delegata ai sistemi automatizzati.
L’impatto della normativa è ampio. Nel mondo del lavoro, i datori devono informare i dipendenti sull’uso dell’IA, e solo modelli approvati potranno essere utilizzati. Anche le professioni non organizzate sono soggette a queste regole. In ambito sanitario, l’IA potrà supportare diagnosi e cure solo su richiesta del medico e con il consenso del paziente. Nella pubblica amministrazione e nel settore giuridico, l’IA potrà assistere i procedimenti, ma la responsabilità rimarrà sempre del funzionario.
La legge 132/2025 punta a conciliare innovazione e trasparenza, assicurando che l’elemento umano resti fondamentale.
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