I casi di influenza e infezioni respiratorie acute sono in aumento in gran parte del Paese. La stagione dei virus è alle porte e si consiglia di vaccinarsi prima che raggiunga il suo picco.
I virus respiratori si stanno facendo strada e molti potranno sperimentare sintomi come mal di gola, naso chiuso, febbre e dolori muscolari che il sistema immunitario riesce a superare nel giro di una settimana. Tuttavia, per alcuni individui, il virus influenza aggrava le condizioni già compromesse di pazienti affetti da altre patologie fino a provocarne il decesso. Si arriva così ad attribuire mediamente 8.000 decessi per influenza e le sue complicanze ogni anno.
Le persone più vulnerabili includono anziani e bambini molto piccoli, i cui sistemi immunitari sono meno forti rispetto ai giovani adulti. Anche la prevalenza di determinati tipi di virus influenzali può incidere, come quelli di tipo A, che risultano particolarmente insidiosi. Tra le condizioni croniche a rischio ci sono i disturbi neurologici nei bambini, le malattie polmonari croniche, la gravidanza, l’obesità e le malattie metaboliche croniche, nonché le malattie cardiache.
La campagna vaccinale è ancora all’inizio e si ricorda che la tendenza delle coperture è stata in diminuzione nelle ultime stagioni. La somministrazione è disponibile tramite il Sistema Sanitario Nazionale, ad esempio presso i centri vaccinali, dal medico di base o nelle farmacie convenzionate. In Italia, nella settimana dal 3 novembre al 9 novembre, sono stati 427mila i casi stimati di infezioni respiratorie acute, con un’incidenza totale nella comunità pari a 7,36 casi per 1000 assistiti. L’incidenza più elevata si è osservata nella fascia di età 0-4 anni. La sorveglianza virologica registra ancora un basso tasso di positività per i virus influenzali e per il Virus Respiratorio Sinciziale, mentre tra i virus respiratori circolanti, i valori di positività più elevati sono per i Rhinovirus, per il SARS-CoV-2 e per i virus parainfluenzali.