Si stabilizza l’incidenza settimanale a livello nazionale: stando ai dati del flusso provenienti dal Ministero della Salute, tra il 14 e il 20 gennaio si attesta su 2.011 ogni 100mila abitanti (tra il 7 e il 13 gennaio era 1.988 su 100mila). L’Rt medio calcolato sui casi sintomatici tra il 22 dicembre dello scorso anno e il 4 gennaio è stato pari a 1,31, in diminuzione rispetto alla settimana precedente ma ancora al di sopra della soglia epidemica. Lo stesso andamento si registra per l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero: Rt a 1,01 (11 gennaio 2022) contro Rt a 1,2 (4 gennaio 2022). Questi alcuni dati provenienti dall’ultimo report dell’Istituto superiore di sanità, il quale sottolinea però «che diverse Regioni/PPAA hanno segnalato problemi nell’invio dei dati del flusso individuale e non si può escludere che tali valori possano essere sottostimati».

Sale occupazione aree mediche, stabili ricoveri in terapia intensiva

Stabile il tasso di occupazione in terapia intensiva: secondo la rilevazione giornaliera del Ministero della Salute aggiornata al 20 gennaio, è al 17,3% contro il 17,5% del 13 gennaio. Sale però il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale, arrivando al 31,6% contro il 27,1% di una settimana fa.

La situazione delle Regioni e Provincie autonome

Sono sette le Regioni o Provincie autonome ad essere considerate a rischio alto secondo il DM del 30 aprile 2020, di cui 3 a causa dell’impossibilità di valutazione per incompletezza dei dati inviati. Undici quelle classificate a rischio moderato. Tra queste, cinque sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto. Sono solo tre, infine, le Regioni classificate a rischio basso.

Aumenta numero casi rilevati attraverso tracciamento contatti

Rimane stabile il numero di nuovi casi Covid non associati a catene di trasmissione (658.168 contro 649.489 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in leggero aumento (15% rispetto al 13% della scorsa settimana). È in diminuzione la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (41% contro 48%) mentre aumenta la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (44% contro 39%).

 



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