Papa Francesco e il discorso ai genitori di figli LGBT.

Premesso che sono ateo e che alle persone LGBT – ovviamente – non serve il permesso di nessun leader religioso per essere loro stesse, ma va detto che la Chiesa cattolica ha ancora una grossa influenza nel nostro paese e che le parole di un Papa possono fare la differenza.
Se Ratzinger continua da decenni a vomitare discorsi infarciti di pregiudizi e cattiveria nei confronti della nostra comunità, Papa Francesco (seppur con qualche scivolone) si è dimostrato decisamente più aperto.

Ieri il vescovo di Roma ha accolto un gruppo di genitori che fanno parte dell’associazione Tenda di Gionata (fondata nel 2018 e composta da persone con figli LGBT). Il Pontefice rivolgendosi a loro ha detto che la Chiesa non solo è aperta, ma ama i loro figli: “Il Papa ama i vostri figli così come sono, perché sono figli di Dio. La Chiesa non li esclude perché li ama profondamente“.

Sul fatto che la Chiesa ami le persone LGBT e non le escluda ho forti dubbi, ma apprezziamo questo discorso.

Mara Grassi, vice presidente dell’associazione si è rivolta a Papa Francesco: “La nostra associazione vuole far dialogare la Chiesa e le famiglie con figli Lgbt. Prendendo spunto dal titolo del libro che gli abbiamo presentato, ho spiegato che noi ci consideriamo fortunati perché siamo stati costretti a cambiare lo sguardo con cui abbiamo guardato sempre i nostri figli. Quello che abbiamo ora è uno sguardo nuovo che ci ha permesso di vedere in loro la bellezza e l’amore di Dio. Vogliamo creare un ponte con la Chiesa perché anche la Chiesa possa cambiare lo sguardo verso i nostri figli, non escludendoli più ma accogliendoli pienamente“.

La situazione è drammatica, ma diciamo che questi sono segnali che fanno ben sperare.



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