I Colli Bolognesi sono un territorio ricco di storia e di bellezza, che offre molte possibilità di escursioni e scoperte. Tra le tante attrazioni “tipiche” di questa zona, spiccano i borghi, veri e propri tesori da conoscere e tutelare. I borghi dei Colli Bolognesi conservano ancora oggi le tracce di un antico passato ma, al tempo stesso, sono vivaci e dinamici, proiettati verso il futuro e pronti ad accogliere i visitatori con la loro autenticità. Tra castelli e sentieri all’interno di parchi naturali di straordinaria bellezza, scopriamo insieme i borghi più belli sui Colli Bolognesi.

Quali sono i borghi più belli dei Colli Bolognesi da non perdere?

Quando i Lùnapop cantavano «Ma quanto è bello andare in giro per i colli bolognesi se hai una Vespa Special che i toglie i problemi», non immaginavano che quei colli sarebbero diventati una delle mete turistiche più apprezzate del nostro paese: oggi i borghi dei Colli Bolognesi sono rinomati in tutto il mondo e attirano visitatori di ogni provenienza, desiderosi di ammirare le bellezze paesaggistiche e culturali di questa zona.

Bologna è senza dubbio una città ricca di storia e arte, di cui è facile innamorarsi; tuttavia anche nei dintorni non mancano le attrazioni capaci di incantare e catturare il cuore dei visitatori. La provincia, infatti, è punteggiata da tanti piccoli borghi che rappresentano una vera oasi di pace e un tuffo nel passato, tra panorami mozzafiato e scorci incantevoli.

In questo angolo di Emilia Romagna, il tempo sembra essersi fermato e la natura si mostra in tutta la sua purezza. Ritmi di vita lenti e tradizioni radicate fanno di questi piccoli e graziosi paesi affacciati sui Colli Bolognesi dei veri e propri santuari del benessere.

Passeggiando tra i sentieri panoramici immersi in parchi naturali di grande bellezza potrai osservare da vicino le testimonianze storiche delle varie epoche che si sono susseguite, segnando in maniera profonda la storia di questi luoghi. Dalle antiche fortezze alle meravigliose abbazie, ogni borgo è un vero e proprio scrigno di tesori da scoprire. Non possiamo certo dimenticare anche sapori e profumi della cucina locale, ricca di piatti genuini e tradizionali che si possono gustare nei vari ristoranti tipici dei borghi bolognesi. Ogni singolo angolo di questa magnifica terra è in grado di regalare un momento di meraviglia e di stupore, che renderà la tua visita unica e indimenticabile. Non ti resta quindi che scoprire insieme a noi quali sono i borghi più belli dei Colli Bolognesi e partire verso nuove avventure per immergerti in un mondo incantato che ti lascerà senza fiato.

Borgo di Monteveglio

Borgo di Monteveglio

Iniziamo questo itinerario alla scoperta dei borghi bolognesi con Monteveglio, piccolo e suggestivo paesino medievale che sorge alle pendici del Colli Bolognesi, nella valle del torrente Samoggia, a circa trenta minuti di macchina da Bologna.
Un tempo inespugnabile roccaforte matildea, la bella cittadina è stata nell’antichità teatro di lotte e assedi che ne hanno segnato la storia. Un’episodio storico di particolare importanza è sicuramente legato alla figura della celebre contessa Matilde di Canossa che nella guerra tra papa Gregorio VII ed Enrico IV di Franconia si schierò a fianco della Chiesa. Monteveglio si oppose all’imperatore e riuscì a respingere l’assedio delle truppe imperiali, decretandone la sconfitta. Il monaco Doninzone, contemporaneo di Matilde di Canossa e cantore delle gesta della gran contessa, definì Monteveglio “memoranda nei secoli“, attributo che fu ripreso dallo storico Albano Sorbelli, che lo immortalò sulla lapide posta all’ingresso del Castello. Oggi di questa roccaforte restano solamente l’arco d’ingresso, un tempo dotato di ponte levatoio e una massiccia torre merlata.
Edificio simbolo del borgo è l’antica Abbazia di Santa Maria, edificata nel 1092, che sorgerebbe sulle rovine di un tempio pagano di epoca romana. La parte più suggestiva di questa imponente costruzione, dove sono visibili i segni dei vari restauri operati nel corso dei secoli, è la cripta, ubicata al di sotto del livello del terreno, che custodisce un’acquasantiera longobarda dal grande valore storico. Un altro elemento molto interessante si trova nella parete vicina all’altare ed è la lapide seicentesca che ricorda ai visitatori quanto accadde nella notte tra il 24 e 25 marzo 1527, in occasione della ricorrenza dell’annunciazione di Maria: una forte tempesta di neve e un’improvvisa inondazione salvarono Monteveglio dall’assedio dei Lanzichenecchi, banditi al soldo dell’imperatore Carlo V d’Asburgo. Ancora oggi, ogni anno, a ricordo di quel terribile momento Monteveglio in festa offre alla Madonna un cero portato in processione all’antica pieve di Santa Maria. La chiesa è aperta tutti i giorni dalle 6.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.30, mentre il chiostro è aperto alle visite solo la domenica e i giorni festivi, dalle ore 15.00 alle 17.00.
Altri due luoghi particolarmente importanti nel borgo sono la casa di San Benedetto, che sorge a lato della torre Trecentesca, il cui scopo era quelle di dare accoglienza ai tanti pellegrini che percorrevano la Via Francigena, e l’Oratorio di San Rocco e San Sebastiano, eretto dagli abitanti durante l’epidemia di peste del 1631 e restaurato alla fine dell’Ottocento.

Borgo di Oliveto

Borgo di Oliveto
Source: invalsamoggia.it/luoghi/oliveto/

A breve distanza da Monteveglio, troviamo il borgo di Oliveto che sorge sulla riva destra del fiume Samoggia, in posizione panoramica su una collina che regala ampie vedute sulla vallata.
Le origini del nome del piccolo paese sono piuttosto facili da indovinare: il toponimo nasce dalla presenza dei numerosi olivi, vegetazione tipica dell’area, di cui la collina su cui è ubicato il borgo, ossia il Monte Oliveto, è ricoperta. Oliveto è stato abitato fin dai tempi della preistoria e nell’anno 776, periodo in era chiamato Casale Sociorum, e fu in seguito donato dai duchi longobardi di Persiceta all’abbazia di Nonantola, che lo comprese nel suo feudo fino al 1131, anno in cui gli abitanti del borgo si resero indipendenti, costituendo un libero comune, che sopravvisse per circa un secolo. In seguito, il paese passò liberamente al comune di Bologna a cui restò fedelmente legato. Le sorti di Oliveto seguirono quella del capoluogo emiliano fino al 1803 quando l’esercito guidato da Napoleone invase la regione e soppresse il comune di Oliveto passandone il territorio sotto il comune di Monteveglio.
Alcuni dei principali monumenti che raccontano la storia e le vicende di Oliveto sono i resti del castello dell’XI secolo, il campanile-torre attaccato alla Chiesa parrocchiale di San Paolo, l’Oratorio di Santa Maria delle Grazie, già esistente nell’anno mille, la Casa Grande dell’Ebreo, costruita nel 1410 da Salomon Mathasia e sede della comunità ebraica nonché prima banca di tutta la zona, e la Bronzina, che nel 1527 fu l’albergo dei Grandi di Spagna per poi diventare prima lazzaretto e in seguito fonderia di bronzo attorno al 1775.
Se passi da Oliveto a marzo, sappi che questo è il mese in cui si organizza la Festa della Saracca, d’ispirazione spagnola, per celebrare il funerale della Saracca, ossia la sardina, un cibo secco e salato in passato sempre presente sulla tavola dei più poveri, che viene sepolta ai piedi di una croce di legno.

Borgo di Castello di Serravalle

Borgo di Castello di Serravalle, Colli bolognesi

Questo suggestivo borgo medievale, al confine tra la provincia di Bologna e quella di Modena, sorge in un territorio che in passato è stata una zona di confine che ha visto popoli e culture incontrarsi ma anche scontrarsi. Nonostante il suo nome faccia riferimento a una rocca, l’appellativo si riferisce in realtà a un unico paese che fino al 2013 è stato un comune sparso e oggi è municipio del comune di Valsamoggia, nella città metropolitana di Bologna.
Se stai cercando il luogo ideale dove rilassarti e goderti il panorama collinare, lontano dal caos della città, Castello di Serravalle è la scelta perfetta. Inoltre, nei ristoranti del borgo potrai gustare i piatti tipici della cucina bolognese e farti conquistare dalla cordialità e dall’ospitalità dei suoi abitanti.
Castello di Serravalle è un paese a misura d’uomo, la località dove storia e natura si incontrano dando vita ad un ambiente incantato, dove ancora oggi puoi ammirare tracce di un passato che deve essere custodito e che puoi indagare seguendo il percorso dei monumenti che si snodano tra le vie del borgo.
Per farlo, ti suggeriamo di partire dall’Ecomuseo della Collina e del Vino e richiedere gratuitamente le audioguide, che ti porteranno alla scoperta di curiosità e aneddoti relativi al paese. Durante la visita al borgo, oltre al museo dedicato interamente alla storia agricola di Castello di Serravalle – e soprattutto alla produzione di vino bolognese – non puoi perdere anche la Rocca Medievale, una fortezza caratterizzata da un’imponente torre e grandi mura merlate, attraverso le quali si accede al borgo, e la chiesetta di San Pietro, situata nel punto più alto del paese, al cui interno si trovano un altare finemente decorato e un organo Franchini risalente al 1870.
Da non perdere anche la barocca Chiesa di Sant’Apollinare, completamente immersa nelle meravigliose campagne dei Colli Bolognesi. Meritano una menzione i palazzi medievali di Castello di Serravalle, splendidi edifici in pietra per la maggior parte di proprietà privata ma visitabili durante l’anno in occasioni di eventi aperti al pubblico. Quelli di maggior rilievo sono Palazzo di Cuzzano e Palazzo Boccadiferro dove, si racconta, alloggiò Carlo Magno, mentre nel 1846 qui venne celebrato il matrimonio fra il compositore Gioacchino Rossini e Olimpia Pellissier.

Borgo di Savigno

Borgo di Savigno
Source: invalsamoggia.it/luoghi/savigno/

Non lontano da Castello di Serravalle, si trova il borgo di Savigno, il municipio più alto e meridionale della Valsamoggia, che si estende in un’area in parte collinare e in parte montuosa.
Se quando scegli i posti da visitare, metti l’enogastronomia al primo posto e ami i prodotti tipici della tradizione, allora Savigno è il paese che fa per te. Il borgo, infatti, è considerato “Capitale regionale del Tartufo Bianco Pregiato dei Colli Bolognesi” e, più in generale, tappa obbligata per chi vuole gustare i sapori della cucina bolognese basata su prodotti locali di alta qualità. Nella zona che circonda Savigno, i tartufai, sempre accompagnati dai loro fedeli cani, trascorrono intere giornate alla ricerca di questo pregiato tubero, che non solo è protagonista delle tavole del ristoranti, ma puoi anche acquistare nei negozi di gastronomia del borgo oppure nei tanti agriturismi e trattorie che si trovano nelle vicinanze.
E poi se visiti il borgo in autunno, non puoi perderti Tartófla, il Festival Internazionale del tartufo bianco di Savigno e dei Colli Bolognesi.
Inserita nel circuito nazionale Città del Tartufo, questa località è un vero e proprio paradiso per i food lovers, ma naturalmente, oltre alle specialità della cucina, a Savigno non mancano i monumenti e i luoghi di interesse che raccontano la storia e le tradizioni del paese. Prima tra tutti la Chiesa di San Matteo, costruita nel Settecento, dove un tempo sorgeva l’antico Oratorio di S. Matteo. Di fronte alla chiesa si può vedere l’obelisco in ricordo dei moti del 1843, quando i patrioti al seguito di Mazzini si ribellarono al dominio del Papato.
E se le attività outdoor sono una delle tue più grandi passioni, il territorio di Savigno, ricco di sentieri adatti al trekking e al cicloturismo, ma anche alle escursioni storico-culturali, ti offrirà un’esperienza indimenticabile tra natura e tradizione. A pochi chilometri di distanza dal borgo si trova il Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina che vanta circa cento chilometri di sentieri, adatti per essere percorsi a piedi, in mountain bike oppure a cavallo, grazie alla presenza di molti maneggi presenti nella zona. La difficoltà dei percorsi varia da semplici passeggiata a impegnativi tratti di montagna, quindi puoi scegliere quello più adatto alle tue esigenze e decidere se goderti una tranquilla passeggiata panoramica, magari in compagnia di amici o famiglia, oppure se cimentarti in un’avventura più impegnativa che richiede resistenza fisica e un livello di esperienza maggiore. Ti segnaliamo che all’interno del parco si trovano anche alcune vie ferrate per gli amanti dell’arrampicata.

Borgo di Dozza

Borgo di Dozza

Dozza, comune della città metropolitana di Bologna, fa parte del territorio della Romagna storica ed è uno dei borghi più belli d’Italia in Emilia Romagna. Già questo dovrebbe essere un motivo più che sufficiente a far nascere il desiderio di visitarlo, ma ci sono anche altre ragioni che rendono il borgo un posto da non perdere.
Ci troviamo a soli 6 chilometri da Imola, in un paese dove i muri di tutte le case del centro storico sono decorati con decine di colorati murales realizzati da artisti provenienti da tutto il mondo. Una particolarità che ha conquistato anche la rivista statunitense Forbes che ha inserito il borgo di Dozza nella sua personale classifica dei luoghi da visitare nel nostro Paese per scoprire il lato più autentico dell’Italia.
Oltre ai bei murales che puoi ammirare passeggiando tra le vie del paese, ti consigliamo di visitare anche Rocca Sforzesca, imponente edificio che risale al XIII secolo ed è ben riconoscibile per via dell’alta torre, con gli ambienti interni, dalle cucine alle camere da letto, perfettamente conservati e arredati con mobili di ottima fattura. Al suo interno ha sede l’Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna, associazione che coinvolge oltre 200 produttori di vino, aceto balsamico e distillati, enti pubblici e consorzi di tutela, attiva con diverse iniziative sul territorio nazionale e internazionale, al fine di elevare l’immagine e la qualità del vino emiliano-romagnolo.
Se, invece, percorri via XX settembre, una delle strade principali del borgo, potrai ammirare la Chiesa dell’Assunzione della Vergine, di origine medievale, al cui interno è custodito il quadro Madonna col Bambino fra i santi Giovanni Battista e Margherita, dipinto da Marco Palmezzano nel 1492, mentre in località Piscerano sorge la Chiesa di San Lorenzo Diacono e Martire che, come testimonierebbe un atto del 1019, potrebbe avere oltre mille anni.

Borgo La Scola

Borgo La Scola

Borgo La Scola, in località Vimignano, nel comune di Grizzana Morandi, è un suggestivo borgo di origine medievale tra i meglio conservati dell’Appennino bolognese.
Il termine Scola deriverebbe dal longobardo Sculca che significa “posto di guardia/vedetta“. L’aspetto senza dubbio più originale di questo piccolo agglomerato di case, che lo rende un posto incantato e quasi fuori dal tempo, sta nel fatto che nonostante i primi edifici risalgano già al 1200 sono tutti ancora completamente intatti. In altre parole, passeggiando per le strade di Borgo La Scola ti sembrerà di aver fatto un salto indietro nel tempo, fino al Medioevo. Nato in origine come avamposto militare, e quindi luogo di resistenza e difesa, il borgo ospita un maestoso cipresso alto 25 metri e con un’età stimata di oltre 700 anni. Dal 2006 questo incredibile capolavoro della natura vanta il titolo di “monumento nazionale alboreo” e la sua longevità è dovuta al particolare clima del borgo dove le temperature, complice la posizione del paese, anche durante l’inverno sono miti e permettono al cipresso di mantenersi in ottima forma.
Tra i principali punti d’interesse ti segnaliamo, inoltre, l’arco d’ingresso del Borgo, ossia la porta di entrata principale al paese, il punto più fotografato dai visitatori, l’Oratorio di San Pietro, risalente al 1616, e Casa Parisi, edificio che un tempo apparteneva all’omonima famiglia, che non si può non notare per via dello stile architettonico di chiara influenza toscana. Oggi a tutelare e tenere vivo l’antico Borgo La Scola è l’Associazione Sculca che si occupa di salvaguardare, promuovere e valorizzare la storia e i tesori artistici e culturali del territorio.

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