Complice il Lunedì di Pasquetta, il weekend del 29, 30, 31 marzo e 1° aprile 2024 diventa lungo: un’occasione per lasciare la città e partire alla volta di antichi borghi, tra Medioevo e Rinascimento, dove passare giorni di relax tra natura, storia e buon cibo. Dalla Lombardia alla Sicilia, te ne suggeriamo 5 bellissimi da vedere. 

Il lungo weekend di Pasqua è quasi alle porte e stai cercando un’alternativa al tradizionale pranzo in famiglia? Allora organizzare un viaggio nei borghi italiani più belli e particolari (da nord a sud), facili da raggiungere – in auto, in treno o in aereo – può essere la risposta giusta.

5 destinazioni fuori dal tempo per Pasqua e Pasquetta

Andare per borghi è sempre una bella idea. In Italia ne abbiamo tantissimi, uno più suggestivo dell’altro, perfetti per respirare l’atmosfera di una vita lenta, godendo di panorami mozzafiato, passeggiando tra strette viuzze, case di pietra, ruderi e antichi castelli. Le cinque mete che abbiamo selezionato sono tutte diverse: si trovano in Lombardia, Toscana, Marche, Puglia e Sicilia. In alcune si respira l’aria della Pasqua grazie a celebrazioni tradizionali e piatti tipici da assaggiare, altre sono perfette per una prima fuga di primavera, con fiori che sbocciano e percorsi naturalistici da fare a piedi o in bicicletta. Ognuno di questi borghi si trova in un’area dove sono presenti altre attrazioni, così se hai tempo a disposizione puoi organizzare un bel giro nei dintorni, per un fine settimana on the road indimenticabile.

Sabbioneta, Lombardia

I borghi più belli d'Italia in Lombardia: Sabbioneta

Perfetto esempio di città ideale del Rinascimento, Sabbioneta è un suggestivo borgo della Lombardia che si colloca praticamente al centro della Pianura Padana, a soli 30 km da Mantova, con cui dal 2008 condivide lo status di Patrimonio dell’Umanità nell’elenco dei siti Unesco.
Si tratta, infatti, di una cittadina fortificata che non ha alle spalle un passato millenario, ma venne edificata tra il 1554 e il 1591, al posto di un insediamento medievale, da Vespasiano Gonzaga Colonna divenendo a tutti gli effetti un piccolo Stato, tra il Ducato di Milano e quello di Mantova.
Ancora oggi si ammira nella sua urbanistica, nella sua architettura e nella sua cinta di mura esagonali tutta la bellezza di una città utopica. Passeggiando tra le vie del centro storico si resta incantati dalla meravigliosa e imponente Galleria degli Antichi (o Corridor Grande), lunga 97 metri (seconda solo agli Uffizi), ricca di affreschi, dove si conserva la collezione archeologica del duca, tra marmi e reperti funerari; dall’alta statua dedicata a Minerva; dal verde di Palazzo Giardino. Ci sono poi edifici religiosi come la Sinagoga, a testimonianza della ricca borghesia ebraica del ‘500, la grande Chiesa di Santa Maria Assunta e lo sfarzoso Teatro Olimpico, dagli interni neoclassici.
Sabbioneta è un’ottima meta per pedalare nella ciclovia che la collega a Mantova, un percorso considerato tra i più belli d’Italia, perfetto per gli amanti delle due ruote, senza dimenticare le tante specialità culinarie locali, tra tortelli di zucca e marubini, parenti stretti di cappelletti e anolini, tuffati nel brodo, buonissimi in ogni stagione.

San Gimignano, Toscana

I borghi più belli d'Italia in Toscana: San Gimignano

Le sue 14 torri medievali si stagliano nel bucolico panorama delle colline in provincia di Siena, per un paesaggio da cartolina che in primavera dà il suo meglio. Stiamo parlando di San Gimignano, incantevole borgo toscano patrimonio dell’Unesco, da inserire tra le mete di un weekend di Pasqua e Pasquetta immersi nelle bellezze naturali, culturali e gastronomiche della Valdelsa.
Il centro storico è vivo e dinamico, ricco di negozi di artigianato, ristoranti, alimentari tipici, librerie, monumenti e palazzi. D’obbligo è un giro delle torri, da cui si ha visuale privilegiata passeggiando lungo le imponenti mura. Un bel punto panoramico è in cima alla Torre Grossa, la più alta. La piazza della Cisterna e il Duomo parlano sempre della San Gimignano dell’epoca di Dante, ma in giro per la cittadina ci sono anche diverse installazioni di arte contemporanea perfettamente integrate, come la Yellow Girl dell’artista americana Kiki Smith, che si trova all’interno della Rocca di Montestaffoli.
Per gli appassionati di escursioni a piedi, in bicicletta o anche a cavallo, San Gimignano è la tappa numero 32 della Via Francigena, che la collega a Monteriggioni.
Resteranno ovviamente soddisfatti i buongustai: qui si beve la Vernaccia, celebre vino bianco con denominazione Docg, si coltiva lo zafferano Dop e si gustano salumi come la finocchiona, la carne di cinghiale, di cinta senese e chianina in ragù, per esempio con i pici, la tipica pasta fresca, e in secondi piatti sostanziosi.

Gradara, Marche

Viaggi di San Valentino 2024: il borgo di Gradara

Gradara è un delizioso borgo medievale che si trova in provincia di Pesaro Urbino, a pochi chilometri dalla riviera marchigiano-romagnola affacciata sull’Adriatico. Un luogo che ogni anno attira i turisti più romantici grazie al suo Castello, teatro delle vicende amorose di Paolo Malatesta e Francesca da Rimini narrate nel V Canto dell’Inferno nella Divina Commedia.
Le bellezze della cittadina e dei suoi dintorni si possono scoprire seguendo l’itinerario della Passeggiata degli Innamorati, un sentiero ad anello di circa 3 chilometri che parte e termina alla Rocca, che è visitabile. Appartenuto ai Malatesta, agli Sforza, ai Della Rovere, all’interno del Castello sono visibili 14 stanze, arredate con mobili antichi e opere d’arte: di particolare interesse la Pala di Santa Sofia, realizzata da Giovanni Santi, il padre di Raffaello, il camerino di Lucrezia Borgia e la camera da letto di Francesca, con la famosa botola segreta da cui accedeva Paolo, nonché teatro dell’assassinio da parte del marito/fratello Gianciotto.
Il centro storico di Gradara si percorre in poco tempo, entrando dalla pittoresca porta trecentesca della Torre dell’Orologio: da qui si sviluppa un dedalo di viuzze con negozi, botteghe artigiane e osterie, dove mangiare ottime caciotte e il ciauscolo il tipico salame spalmabile, in un clima conviviale e fuori dal tempo.

Vico del Gargano, Puglia

Viaggi di San Valentino 2024: il borgo di Vico del Gargano

Tra i borghi più belli d’Italia si trova anche Vico del Gargano, in Puglia, nell’entroterra a Nord del Gargano, un territorio circondato da una rigogliosa macchia di verde, quella della Foresta Umbra, dove abbondano uliveti, agrumeti, abeti, querce secolari, ruscelli e risorgive. Un paesino arroccato che sembra un presepe, dominato sul punto più alto dal castello normanno, che si fa risalire a Federico II di Svevia. Durante la Pasqua si torna nel passato, con le caratteristiche celebrazioni della Settimana Santa, in particolare il Venerdì, che coinvolgono tutta la popolazione e le 12 chiese presenti nell’antico borgo, tra processioni e liturgie. Un momento per immergersi nelle atmosfere più spirituali della ricorrenza e al contempo andare alla scoperta dei luoghi simbolo di questo comune in provincia di Foggia, poco distante dalle rinomate Peschici e Vieste: il centro storico si divide in tre rioni, Terra, Civita (il più antico) e Casale, da scoprire camminando. In particolare è da visitare il Museo Trappeto Maratea, il principale spazio espositivo del borgo ricavato da un vecchio frantoio (trappeto, appunto), dove vengono mostrati gli strumenti tradizionali per la produzione dell’olio e oggetti di vita quotidiana. Per quanto riguarda la parte gastronomica, questa si rifà alla tradizione contadina e della pastorizia: tipico della Pasqua è il “cavocione”, una pasta di pane simile al calzone, imbottita di cipollotti, uva passa e acciughe.

Geraci Siculo, Sicilia

I borghi d'Italia più belli in Sicilia: Geraci Siculo

Suggestivo borgo montano siciliano situato a 1.100 metri sul livello del mare, Geraci Siculo si trova all’interno della cornice del Parco Regionale delle Madonie, una delle riserve più ricche di biodiversità della Sicilia dove dedicarsi a trekking, escursioni e birdwatching. Ci troviamo ai confini della città metropolitana di Palermo: da vedere ci sono i ruderi dell’antico castello, di epoca bizantina, poi diventato fortezza militare ai tempi degli Svevi; il convento dei padri Cappuccini e la chiesa di San Giacomo. Punto panoramico davvero singolare è il cosiddetto Salto del Ventimiglia: si tratta di un lungo vicolo nei pressi della biblioteca che termina con un affaccio a strapiombo realizzato in vetro e acciaio, che dà la sensazione di camminare nel vuoto per alcuni metri. Proprio qui il conte Francesco Ventimiglia, signore di Geraci, durante l’assedio del 1338, morì precipitando nel burrone. Geraci è legato alla Pasqua con una particolare tradizione gastronomica: durante la ricorrenza, infatti, si mangiano gli agnelli pasquali, preparati solitamente dalle donne. Nonostante il nome che richiama all’animale nella sostanza e nell’estetica, si tratta di biscotti a forma di colomba che vengono glassati e decorati in modo estremamente minuzioso e colorato con disegni floreali, tanto da sembrare delle piccole opere d’arte. Vedrai che sarà facilissimo trovarli, in quanto il borgo (a ragione) ne va molto fiero.

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