‘Padre ebreo, madre cattolica, io affascinato dalla figura di Gesù Cristo’ –

‘Il film più bello lo vidi a 15 anni, Aldo Moro il mio ruolo più coinvolgente’

Roberto Herlitzka - (foto AdnKronos)
Roberto Herlitzka – (foto AdnKronos)

“L’applauso del pubblico continua sempre a commuovermi: è una risposta a un’offerta di arte, spero mossa anche da apprezzamento oltre che da affetto”. Roberto Herlitzka, 86 anni appena compiuti, commenta così alla AdnKronos l’ovazione ricevuta dalla platea del Teatro Basilica di Roma, proprio di fronte alla cattedrale di San Giovanni in Laterano, nella sera del suo compleanno, con lui visibilmente commosso e gi occhi gonfi di lacrime. Tanti gli anni, tanti i ricordi, sia privati che professionali… “Sono davvero parecchi, difficile elencare i ricordi di tutta una vita – premette l’attore – ma il ricordo più caro resta sempre quello legato alla conoscenza e all’amore per mia moglie Chiara”.

Nella sua lunga carriera, che prosegue ancora oggi, Herlitzka ha lavorato con un numero infinito di colleghi, diretto da registi come Orazio Costa, Luca Ronconi, Antonio Calenda, Gabriele Lavia, Luigi Squarzina, Mario Missiroli a teatro e come Luigi Magni, Giuliano Montaldo, Marco Bellocchio, Paolo Sorrentino, Paolo Taviani nel cinema. “Ma se devo indicare il regista che più ha lasciato il segno in me, sia dal punto di vista personale che artistico, è senz’altro Orazio Costa, di cui sono stato allievo all’Accademia nazionale d’Arte drammatica: mi ha insegnato il mestiere di attore come nessun altro. Se potessi riportare in vita un artista, sceglierei proprio lui! Anche se non so se gli farei davvero un favore a farlo tornare qui sulla Terra…”.

Il suo film del cuore è ‘Jeux interdits – Giochi proibiti’ diretto nel 1952 da René Clement: “Avevo appena 15 anni, la storia ha come protagonisti dei bambini. Mi innamorai, idealmente si intende, dell’attrice Brigitte Fossey che interpretava la bimba di 5 anni che aveva perso i genitori durante la seconda guerra mondiale e l’occupazione tedesca in Francia. Ho sempre mantenuto quel ricordo, quella emozione. Fra i film in cui ho recitato, opterei per ‘Buongiorno notte’ girato con Bellocchio in cui interpreto Aldo Moro, un ruolo davvero coinvolgente. Quanto al teatro, Shakespeare, Cechov e, fra gli autori italiani, Pirandello, sono i miei preferiti, i più amati da me per i loro testi”.

Ma Roberto Herlitzka si ritiene più attore di teatro o di cinema? “Non è facile rispondere a questa domanda – risponde – Certamente, io nasco e proseguo come attore di teatro ed ho un amore assoluto per la letteratura, per la poesia, per la prosa, che si può provare soltanto in scena. Ma il cinema non è stato secondario nella mia vita artistica. Possiamo sintetizzare dicendo che sono essenzialmente un attore di teatro che si concede volentieri al cinema”.Padre ebreo, madre cattolica: quanto ha inciso il tema della fede nella sua vita culturale e spirituale? “Mio padre era ebreo ma non praticava la sua religione, al contrario di mia madre – risponde Herlitzka – Ma lei non ha mai cercato più di tanto di portarmi verso la fede. Confesso però che mi sono molto avvicinato sentimentalmente al cristianesimo nella mia adolescenza e trovo che il Vangelo sia un testo fondamentale e la figura di Gesù Cristo affascinante, anche per un non credente. Un po’ come la ‘Divina Commedia’ di Dante lo è, prescindendo dall’esistenza o meno dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso”.Puntando lo sguardo verso il futuro, lo avrà sempre il teatro, antico quanto l’umanità, nell’era dell’intelligenza artificiale? “Me lo auguro dal più profondo del cuore – esclama Herlitzka – Il teatro è una delle attività umane che interessano la parte più alta dell’umanità. Nessuna tecnologia, neanche la più avanzata, potrà mai aiutarci mentalmente e spiritualmente come fa il teatro, che è davvero patrimonio universale della umanità”. (di Enzo Bonaiuto)

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