hanno capito come rendere navicelle spaziali veloci rischio mortale v3 725187

L’esplorazione dello spazio profondo ha sempre acceso l’immaginazione umana, spingendoci a superare i confini del possibile. In questo contesto, la NASA sta intraprendendo una sfida titanica: sviluppare nuovi metodi di propulsione per lanciare le nostre navicelle verso l’ignoto a velocità mai raggiunte prima.

Tra le idee più audaci, spicca l’utilizzo della gravità solare, un concetto che (parafrasando) richiama alla mente l’antica tecnica dei navigatori di sfruttare le correnti oceaniche. Tuttavia, avvicinarsi al Sole comporta rischi enormi, paragonabili a tentare di attraversare un inferno se non peggio. È qui che entra in gioco il progetto guidato da Jason Benkoski del Lawrence Livermore National Laboratory.

Con il sostegno del NASA Institute for Advanced Concepts, Benkoski e il suo team stanno cercando di trasformare questo sogno in realtà. Il cuore dell’innovazione risiede in un sistema che fonde uno scudo termico all’avanguardia con un ingegnoso metodo di propulsione termica. Questo connubio potrebbe consentire l’esecuzione della manovra di Oberth, una sorta di acrobazia cosmica che sfrutta la gravità solare per catapultare la navicella verso la direzione desiderata. Lo scudo di cui sopra ricorda un po’ quello delle guerre stellari immaginate da George Lucas ed è l’unico modo conosciuto per evitare incidenti devastanti.

La manovra di Oberth sfrutta la gravità di un corpo celeste per aumentare drasticamente la velocità di una navicella spaziale. Questa tecnica prevede l’accensione dei motori nel punto di massima attrazione gravitazionale, amplificando così l’efficienza del propellente. Come un tuffatore che sfrutta l’elasticità del trampolino, la navicella “rimbalza” sull’intenso campo gravitazionale, guadagnando una spinta eccezionale che le permette alla navicell di sfrecciare verso destinazioni altrimenti irraggiungibili.

Anche se al momento il progetto non ha ottenuto il via libera per la fase successiva, esplorazione cosmica è più vicina di quanto pensiamo. Pronti per il prossimo viaggio nello spazio? Già sappiamo le date!



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