grazie nasa antica sonda tornata in servizio v4 723836

Nel corso degli ultimi mesi, un gran numero di appassionati di astronomia ha tenuto il respiro sospeso per le sorti di Voyager 1, una delle sonde più importanti della storia dell’esplorazione spaziale. A partire dal novembre scorso, questa sonda ha infatti cominciato a inviare diversi segnali d’errore, che hanno fatto temere il peggio a tutti gli astronomi.

Nota per essere una delle uniche due sonde in grado di aver raggiunto lo spazio interstellare, Voyager 1 è riuscita a superare questo periodo di difficolta grazie agli ingegneri della NASA, che sono riusciti a ricontattarla nell’aprile scorso, dopo 6 mesi di apprensione.

Recentemente, secondo un rapporto della stessa agenzia spaziale, la sonda ha ricominciato anche a utilizzare tutti i suoi strumenti scientifici, che per quanto molto antiquati – la sonda abbandonò per sempre la Terra il 5 settembre 1977 – ci consentono ancora si studiare le misteriose proprietà fisiche dello spazio, lontano dal sistema solare.

Nello specifico, i quattro strumenti scientifici a disposizione di Voyager 1 sono utili per studiare i campi magnetici e le particelle che colpiscono la sonda da quando si è allontanata dall‘eliopausa, il confine naturale tra il sistema solare presso il quale il vento solare viene fermato dal materiale interstellare.

Attualmente le sonde gemelle Voyager appartengono alla missione operativa più lunga della ricerca astronomica e segneranno insieme 47 anni di attività alla fine di quest’anno.

Gli scienziati sperano di continuare la missione più a lungo possibile, finché le onde radio emesse dalle sonde saranno ancora distinguibili dalla Terra. Considerando però la velocità con cui queste sonde viaggiano nello spazio – Voyager 1 viaggia a 16,9 km al secondo – i tecnici temono che entro pochi anni sarà impossibile per loro continuare a tenersi in contatto.

L’obiettivo minimo sarebbe quello di festeggiare i 50 anni di missione e di continuare ad attendere i loro segnali fino il 2028-2030.



Fonte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *