Giorgia Meloni, durante un vertice a Palazzo Chigi, ha espresso la volontà di avviare un dialogo costruttivo con la magistratura in risposta alla protesta dei giudici e Pm contro la riforma della separazione delle carriere. Meloni ha riunito i principali esponenti della maggioranza, ribadendo che la riforma non è contro i magistrati, ma mira a soddisfare le esigenze dei cittadini. Il governo si prepara a un incontro con l’Unione delle Camere Penali e l’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) per discutere della riforma.
Antonio Tajani, vicepremier e leader di Forza Italia, ha confermato che il governo non intende superare i confini del potere esecutivo, sottolineando l’importanza del rispetto della separazione dei poteri. Ha aggiunto che la riforma potrebbe subire modifiche in linea con le richieste di magistrati e avvocati, prevalendo un clima di apertura e ascolto.
Nonostante il tentativo di dialogo, nel centrodestra cresce il fastidio per le manifestazioni dei magistrati. Sergio Rastrelli di Fratelli d’Italia ha definito la protesta dell’Anm inaccettabile e provocatoria, mentre Maurizio Gasparri ha affermato che le manifestazioni e le intimidazioni non fermeranno il processo di riforma. Si evidenzia anche che il Parlamento procederà con la riforma in nome della Costituzione e della democrazia. Infine, Enrico Costa di Forza Italia ha descritto le manifestazioni dei magistrati come un argomento favorevole alla separazione delle carriere.