Il governo ha risposto ad appena il 39 per cento di interrogazioni e interpellanze, con un totale di 4.999 risposte su 12.794. Ciò significa che il 61 per cento delle richieste di informazione avanzate dal Parlamento resta ancora in sospeso. La ministra del Turismo è particolarmente in ritardo nelle risposte, con un tasso di risposta inferiore alla media. I dati relativi allo svolgimento degli atti di sindacato ispettivo mostrano che il governo sembra essere restio a rispondere non solo alle domande dei giornalisti, ma anche a quelle dei deputati e senatori. Al 1° novembre, il governo aveva risposto solo a una piccola parte delle richieste di informazione, lasciando la maggior parte in sospeso.