La ricostruzione dell’Arma: dopo la denuncia, il collegamento con la telefonata del testimone

Un'auto dei carabinieri
Un’auto dei carabinieri

I carabinieri si sono attivati per cercare Giulia Cecchettin subito dopo la denuncia presentato dal padre della ragazza il 12 novembre. Poco dopo il papà della giovane, uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta, riceve la segnalazione di un cittadino che nella serata dell’11 novembre ha assistito alla lite tra due persone e ha chiamato il 112. A quel punto, la chiamata viene associata dai carabinieri alla scomparsa della ragazza.

E’ la precisazione dell’Arma dei Carabinieri sulle indagini avviate per la scomparsa di Giulia Cecchettin, ritrovata morta il 19 novembre. “In relazione a domande specifiche della trasmissione ‘Chi l’ha visto?’ i contenuti della chiamata giunta al 112 sono stati partecipati alla Procura, alla quale è stato peraltro trasmesso il verbale con le dichiarazioni rese dal cittadino autore della telefonata”, rende noto l’Arma.

“Il collegamento tra i due fatti – viene spiegato – è avvenuto dopo che il padre della giovane, recatosi alle 13.30 del 12 novembre presso la Stazione Carabinieri di Vigonovo per denunciare la scomparsa della figlia, ha pubblicato un post social per chiedere aiuto nelle ricerche, venendo così successivamente contattato da un cittadino di Vigonovo, residente poco distante dall’abitazione di Giulia, che gli riferisce di essere stato testimone di una lite tra due persone la sera prima e di aver chiamato il 112. Il papà di Giulia comunica la circostanza ai carabinieri che risalgono alla chiamata della sera precedente e la associano alla scomparsa, acquisendo formalmente la testimonianza del cittadino”.

“La dicitura ‘allontanamento volontario’, riportata in un documento con voci predefinite, è stata ‘barrata’ all’inizio della denuncia e successivamente non modificata – chiariscono i carabinieri nella nota – La denuncia, ciononostante, riporta correttamente, nel campo libero, tutte le indicazioni fornite dal padre comprese le apprensioni per l’incolumità della figlia. Tutte le attività poste in essere dai Carabinieri, peraltro nell’immediatezza, in conseguenza del tenore complessivo della denuncia, sono coerenti con un episodio di scomparsa con rischio per l’incolumità della persona (richiesta di positioning del telefono della giovane e del suo ex fidanzato; contatti con gli ospedali della zona; nota di ricerca inserita alle banche dati Sdi e Schengen; richieste alle Polizie Locali della zona e alla ‘Società Autostrade’ dei transiti dei veicoli; invio immediato di rinforzi per le ricerche)”. Inoltre, si legge ancora nella nota, “il sopralluogo sul posto della segnalata lite avviene nella serata del 12, in seguito all’avvenuto collegamento tra la scomparsa di Giulia e la telefonata al 112 della sera dell’11”.

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