Dopo la partita Verona-Inter, Giovane Santana do Nascimento ha chiarito come si pronunciasse il suo nome. Il dubbio è come si sarà rivolto a lui Cristian Chivu, quando al triplice fischio è andato a complimentarsi con l’ex Corinthians per la partita super con cui fino all’autorete di Frese al 93′ aveva complicato non poco i piani dell’Inter.
Giovane è stato la spina nel fianco dell’Inter, correva, scappava, strappava, ripartiva. Ha incalzato Akanji e compagni per tutti gli 80′ della sua partita. Ha bruciato Bastoni sull’azione del gol e fatto rischiare seriamente l’espulsione a Bisseck per un fallo. Cristian Chivu l’ha osservato da vicino ed è impazzito per lui. L’Inter ha iniziato a monitorarlo con un occhio di riguardo in più per le caratteristiche prettamente tecniche dell’attaccante gialloblù.
Giovane è il classico attaccante a metà tra un 7, un 9, un 10 e un 11. Può giocare da punta, seconda punta o all’occorrenza persino sull’esterno. È “un Lookman” che però costa un quinto del nigeriano. Chivu prevede ancora oggi l’inserimento di un attaccante in più a scapito di un centrocampista, con l’aggiunta di un gigante muscolare nel mezzo. Un 3-4-1-2 o 3-4-2-1 per aggiungere fantasia al reparto offensivo dell’Inter. Lookman sarebbe stato perfetto, Giovane potrebbe diventarlo.