Ci sono “persone che sono letteralmente scomparse”, per paura. ‘Furbetti’ della quarantena che sono usciti di casa di nascosto per andare al lavoro o altrove, ignorando l’obbligo di isolamento. Altri che hanno tentato di ‘trattare’ la possibilità di varcare i confini nazionali per isolarsi nel loro buen retiro. “A volte quando chiamiamo le reazioni sono pesanti. Ci siamo abituati a sopportare e ne abbiamo viste davvero tante”. E’ dura la vita del contact tracer. A raccontarlo all’Adnkronos Salute è Marino Faccini, a capo della squadra che in Ats Città metropolitana di Milano si occupa della caccia quotidiana ai positivi e ai loro contatti.

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