Fratelli d’Italia preme affinché la Cassa Depositi e Presiti prenda il controllo di TIM senza venderne le infrastrutture, come dichiarato ufficialmente dal partito nella giornata di venerdì. “Siamo totalmente contrari al piano attuale di CDP-TIM così come concepito”, ha dichiarato Alessio Butti, deputato e responsabile Dipartimento TLC di Fratelli d’Italia. “Serve un nuovo piano completamente diverso che tuteli i lavoratori di TIM e mantenga l’integrità della rete, con CDP in maggioranza di controllo e con in mano la gestione italiana della rete. Per questo siamo fortemente contrari al piano di vendita della rete TIM. La rete deve rimanere in capo a TIM, una TIM diversa, non verticalmente integrata. Non è possibile che TIM perda la rete. Non esiste al mondo un operatore di telecomunicazioni che non abbia una rete. Dal canto suo, Open Fiber non può più essere il perno dell’operazione, non ha più la credibilità né la capacità manageriale per gestire una simile operazione”.

Sotto il controllo del CEO Pietro Labriola, TIM sta effettuando uno stravolgimento del proprio business, incentrato sulla cessione del 60 per cento alla CDP, che punta alla fusione con la rivale Open Fiber e la vendita delle infrastrutture a terzi. Il secondo più grande investitore di TIM è il gruppo francese Vivendi. TIM al momento ha 24,6 miliardi di euro di debito netto, con tagli al personale per circa 40 mila licenziamenti. Labriola ha recentemente affermato che il dialogo con la Cassa Depositi e Presiti non sarà rallentato dalla caduta del governo Draghi, mentre Fratelli d’Italia, attualmente il primo partito nei sondaggi, chiede che si aspettino le elezioni del 25 settembre.

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