La storia della musica contemporanea è caratterizzata da numerose rivalità, alcune amichevoli, altre meno. Con le nomination dei Grammy di quest’anno, emerge un nuovo conflitto che potrebbe superare tutti: Fab Morvan dei Milli Vanilli contro il Dalai Lama e la giudice della Corte Suprema Ketanji Brown Jackson.
Ogni anno, la lista dei nominati porta con sé nomi insoliti, come Bernie Sanders e Alex Trebek. Una delle categorie più divertenti è quella per il miglior audiolibro. In passato, hanno vinto riconoscimenti personaggi come Edward R. Murrow, Dudley Moore, Betty White e anche Jimmy Carter, che ha ricevuto dieci nomination.
Quest’anno, scorrendo oltre i grandi musicisti, ci si imbatte nella “Categoria 70”, dove Jackson e il Dalai Lama si sfideranno per il premio insieme a Morvan. Jackson è nominata per la sua autobiografia, Lovely One, definita dal New York Times “profondamente personale e piena di speranza”. Meditations: The Reflection of His Holiness the Dalai Lama include le riflessioni del Dalai Lama sulla musica classica indiana, con brani di Maggie Rogers e Rufus Wainwright.
Morvan, invece, potrebbe attirare l’attenzione con il suo libro You Know It’s True: The Real Story of Milli Vanilli. I Milli Vanilli, vincitori del Grammy come Miglior Artista Emergente, hanno visto revocato il premio dopo che è emerso che non cantavano realmente nei loro brani. Una descrizione del libro racconta la drammatica ascesa e caduta di Morvan nel mondo della musica.
Recentemente, Jermaine Dupri ha commentato su Twitter la situazione, sottolineando la controversia tra il passato dei Milli Vanilli e le nuove tendenze nella musica con l’uso dell’intelligenza artificiale.