Federica Mogherini, ex Alta rappresentante dell’Unione europea e attuale rettrice del Collegio d’Europa, è una delle tre persone fermate nell’ambito di un’indagine su corruzione e frode negli appalti. La notizia è stata riportata da Le Soir, mentre il sito Euractiv aveva precedentemente annunciato un blitz della polizia belga nella sede del Servizio europeo per l’azione esterna a Bruxelles e nel Collegio d’Europa di Bruges.
L’indagine è legata a un presunto uso improprio di fondi europei e ha portato al sequestro di documenti e al fermo di tre persone accusate di frode negli appalti, corruzione e conflitto di interessi. Il Servizio europeo per l’azione esterna dipende dall’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ruolo attualmente ricoperto da Kaja Kallas.
L’indagine sarebbe iniziata dopo accuse secondo cui il Servizio europeo per l’azione esterna e il Collegio d’Europa avrebbero utilizzato in modo improprio i fondi pubblici dell’UE. Al centro dell’indagine vi sarebbe un appalto per finanziare la nuova Accademia diplomatica europea, un programma annuale di formazione per diplomatici finanziato dal Servizio diplomatico UE e ospitato a Bruges.
Gli investigatori stanno verificando se il Collegio d’Europa o suoi rappresentanti avessero avuto accesso anticipato a informazioni riservate sulla gara d’appalto. L’indagine si concentra anche sull’acquisto di un edificio a Bruges nel 2022 da parte del Collegio, poco prima che l’Eeas bandisse una gara successivamente aggiudicata al Collegio per 654.000 euro di finanziamento.
All’operazione ha preso parte anche l’Ufficio europeo per la lotta antifrode, sotto il coordinamento della Procura europea. La Procura europea ha affermato che vi sono forti sospetti che durante la procedura di gara per il programma sia stato violato l’articolo 169 del Regolamento Finanziario relativo alla concorrenza leale e che informazioni riservate relative all’appalto in corso siano state condivise con uno dei candidati partecipanti alla gara.
L’indagine è condotta congiuntamente da un giudice istruttore delle Fiandre Occidentali e la Procura europea ha richiesto la revoca dell’immunità di diversi indagati, che è stata concessa. La portavoce del Servizio per l’Azione esterna dell’UE, Anitta Hipper, ha confermato la presenza della polizia presso gli edifici del Seae, ma non ha fornito ulteriori informazioni in quanto l’indagine è in corso.