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martedì – 16 Dicembre 2025

Europa e conflitti globali

Domenica 30 novembre è andata in onda una nuova puntata di “Parole Società”, il programma condotto dalla giornalista Paola Donnini. Tra gli ospiti della serata, l’economista e saggista Dorotj Biancanelli, nota per la capacità di rendere comprensibili questioni complesse e per lo stile diretto che la contraddistingue.

Biancanelli ha delineato il quadro geopolitico attuale, sottolineando come l’Unione Europea si trovi a gestire due conflitti profondamente diversi, e proprio per questo, impossibili da affrontare con gli stessi strumenti. Ha spiegato che l’Ucraina è uno Stato sovrano aggredito militarmente dalla Russia, mentre Gaza non essendo uno Stato sovrano e trovandosi di fatto sotto il controllo di Hamas, richiede una modalità di intervento completamente diversa.

Entrando nel merito della risposta europea, l’economista ha ricordato l’impegno dell’UE attraverso l’European Peace Facility, il sostegno finanziario alle forniture militari per Kiev e la lunga serie di pacchetti sanzionatori contro Mosca. Tuttavia, ha sottolineato che l’Unione Europea non può intervenire militarmente a Gaza, ma può lavorare solo sui corridoi umanitari, favorendo tregue militari per la protezione dei civili ed esercitando pressioni diplomatiche.

Uno dei passaggi più attesi dell’intervista è stato quello dedicato ai noti “28 punti”, oggi ridotti a 19, il piano informale transitato ai tavoli di Stati Uniti, Russia, Ucraina e Bruxelles e divenuto oggetto di un acceso dibattito politico e mediatico. La stimata economista ne ha delineato chiaramente la natura, spiegando che non è un documento ufficiale, ma una bozza di discussione.

Biancanelli ha anche riflettuto sulla posizione della Presidente Ursula von der Leyen, che ha chiesto a gran voce un ruolo centrale dell’Europa nel processo di pace, sottolineando la necessità di comprendere quale ruolo avrà l’UE dopo la guerra. Inoltre, ha affrontato il tema delle derive autoritarie, sottolineando che l’Europa deve difendere la democrazia e non può permettere che un’azione di forza diventi un precedente accettabile nella narrazione internazionale.

L’ultima parte dell’intervista si è incentrata sul tema dell’efficienza energetica, questione chiave nella strategia europea per il clima e la competitività. Biancanelli ha sottolineato l’importanza di ridurre drasticamente le emissioni per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, attraverso la riqualificazione degli edifici non residenziali e l’investimento in misure di efficienza energetica.

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