Secondo le stime Istat, nel terzo trimestre si registra un aumento congiunturale delle esportazioni per tutte le ripartizioni territoriali, con l’unica eccezione di Sud e Isole, che registrano una diminuzione dello 0,9%. La crescita è più marcata per il Centro, con un aumento del 3,2%, mentre Nord-ovest e Nord-est mostrano incrementi più contenuti, del 2,4%.
Nel periodo gennaio-settembre, la crescita tendenziale dell’export nazionale in valore è pari al 3,6%, risultato di dinamiche regionali differenziate. Il Centro aumenta del 14,3%, il Sud del 3,2%, mentre Nord-ovest e Nord-est avanzano dell’1,9%. Le Isole registrano invece una contrazione del 7,3%.
Tra le regioni, gli incrementi più ampi riguardano Friuli-Venezia Giulia, con un aumento del 22,5%, Toscana, con un aumento del 20,2%, e Lazio, con un aumento del 14%. Le flessioni maggiori interessano Basilicata, con una diminuzione del 12,1%, Sardegna, con una diminuzione dell’11,5%, Molise, con una diminuzione del 7,7%, e Sicilia, con una diminuzione del 5,1%.
L’aumento delle esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Toscana, Lazio, Lombardia, Campania e Abruzzo contribuisce per 3 punti percentuali alla crescita dell’export nazionale nei primi nove mesi dell’anno. Un ulteriore contributo di 1,2 punti deriva dalle maggiori vendite di metalli di base e prodotti in metallo dalla Toscana e di mezzi di trasporto dal Friuli-Venezia Giulia.