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Eni ha comunicato che, grazie all’ammissione del progetto integrato di Carbon Capture and Storage CCS Callisto alla lista europea dei Progetti di Interesse Comune Progetti PCI, l’hub di stoccaggio della CO2 di Ravenna, che Eni come operatore sta sviluppando in JV con Snam, “avrà un ruolo chiave nella creazione di una filiera internazionale ad alto contenuto tecnologico nel settore della decarbonizzazione”.

Il progetto CCS integrato Callisto CArbon LIquefaction transportation and STOrage Mediterranean CO2 Network, proposto congiuntamente da Eni e Snam con la collaborazione di Air Liquide che ne è anche coordinatore e che fa perno sul polo di stoccaggio CO2 di Ravenna CCS, è stato selezionato dalla Commissione Europea per entrare a far parte della lista dei Progetti di Interesse Comune PCI. Il progetto è stato scelto, superando il processo di selezione, insieme ad altri 13 progetti dedicati alla Cattura e allo Stoccaggio della CO2.

Il progetto – si legge in una nota – facendo leva sulla grande capacità totale di stoccaggio dell’hub di CCS di Ravenna, stimata in oltre 500 milioni di tonnellate, mira a sviluppare il più grande network nel Mediterraneo per la cattura, il trasporto e lo stoccaggio di CO2 offrendo una soluzione di decarbonizzazione per le industrie Hard to Abate come cementifici, fertilizzanti, acciaierie proponendosi come riferimento per il Sud Europa.

L’avvio della Fase 1 del progetto CCS Ravenna è previsto per l’inizio del 2024 con l’iniezione ai fini dello stoccaggio permanente di 25 mila tonnellate all’anno di CO2, catturate dalla centrale a gas di Casal Borsetti di Eni. Lo sviluppo industriale della Fase 2, il cui avvio è previsto entro il 2026, consentirà di raggiungere una capacità di stoccaggio di 4 milioni di tonnellate all’anno al 2030; ulteriori espansioni potranno portare i volumi fino a 16 milioni di tonnellate di CO2 all’anno.

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