Elliot Page fra le pagine di Esquire di questo mese ha confessato qual è stato il momento più difficile della sua carriera che è coinciso, paradossalmente, con quello più di successo. Juno.

Era il 2007 e Page non aveva ancora fatto coming out come uomo transgender, anche se dentro di sé sapeva qual era la sua identità di genere.

“Indossavo i tacchi e tutto il mio look era femminile. Non stavo bene e non riuscivo a parlarne con nessuno. Quando Juno era al culmine della popolarità io ero al mio punto più basso. E capisco che la gente non capisca. Oh, c*zzo, tu sei famoso e hai soldi e devi indossare un bel vestito. Ooh, povero te. Vorrei che la gente capisse che quella merda mi ha letteralmente quasi ucciso”.

Fra le pagine di Cinematographe si legge anche:

Elliot Page racconta anche di quando ha dovuto indossare un abito femminile per la premiere di Juno al Toronto International Film Festival nel 2007.

“Ricordo di essere andato e di avere indossato la cosa che volevo indossare, per poi capire che tutti si aspettavano da me un abito più elegante. Fox Searchlight mi ha imposto un abito femminile e mi hanno portato di corsa in uno di quei negozi alla moda in Bloor Street. Mi hanno fatto indossare un vestito ed ecco fatto. E poi per tutta la stampa, tutti i servizi fotografici… Michael Cera [il suo co-protagonista in Juno ndr] era in pantaloni e scarpe da ginnastica.”

E ancora: “Quel periodo? Vorrei poter tornare indietro e viverlo ora“. Un racconto-sfogo davvero toccante, dato che nessuno di noi cisgender può realmente capire quanto sia difficile e complicata la presa di consapevolezza di se stessi/e per le persone transgender.



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