Alla vigilia della partenza delle campagne vaccinali (ci sono Regioni che cominciano martedì come l’Emilia Romagna, altre come il Piemonte che iniziano il 26 ottobre),  le incognite sul vaccino influenzale sono tante: ce ne sarà a sufficienza? Con le misure anti Covid i medici riusciranno a organizzarsi? Aumenterà la copertura che lo scorso anno si è fermata al 55%?

Dopo le critiche della Fondazione Gimbe che ha pronosticato una carenza in alcune Regioni,  le critiche del consulente del ministro Roberto Speranza Walter Ricciardi alle Regioni e gli allarmi dei medici, è chiaro che il vaccino antinfluenzale sarà il test più importante della nostra sanità  proprio nel periodo critico in cui i contagi tornano a impennarsi.

Proprio ieri il tema è stato affrontato in un incontro dedicato al Covid che si è svolto a Catania. Il coordinatore della Commissione salute della Conferenza delle Regioni e assessore alla sanità del Piemonte Luigi Icardi ha polemizzato con il governo: “A marzo chiedemmo al governo di fare una gara nazionale, ma non è stato fatto. Ora dobbiamo organizzarci per fornire le dosi anche alle farmacie. Ci sarà una cabina di regia per la gestione dei vaccini anti influenzali che garantisca la distribuzione equa – ha aggiunto -. Abruzzo e Sardegna ci hanno chiesto delle dosi e le avranno”.

Alla vigilia della partenza, non poteva mancare l’inchiesta sugli acquisti. Di ieri pomeriggio la notizia che la Procura di Milano ha aperto una indagine conoscitiva (non ci sono per ora indagati e titolo di reato) sull’acquisto di vaccini antinfluenzali in Lombardia (2 milioni di dosi ordinate)  a prezzo superiore a quello di mercato.

Chi ha diritto al vaccino gratuito?
Il Covid, ha convinto che fosse il momento di accelerare e ampliare il numero di chi ha diritto a fare il vaccino gratuitamente. La chimera sarebbe arrivare a una copertura del 95%, ma l’obiettivo del 75% è più realistico e comunque ancora difficile da raggiungere, visto che lo scorso anno la copertura è arrivata appena al 55%. Finora il vaccino era gratuito a partire dai 65 anni e per le persone che rientrano nelle categorie a rischio di complicanze. Per la stagione 2020-2021 la gratuità è stata estesa anche a chi è nella fascia 60-64. Proprio perché il rischio è che i sintomi dell’influenza possano confondersi con quelli del Covid, il vaccino è fortemente raccomandato anche ai bimbi nella fascia 0-6. Medici e infermieri sono osservati speciali: non c’è l’obbligo, ma i sanitari, e con loro tutti coloro che esercitano professioni socio-sanitarie soprattutto a contatto con gli anziani, sono caldamente invitati a fare il vaccino.
 
Le categorie a rischio
Tutti coloro che corrono un rischio maggiore di andare incontro a complicanze o ricoveri. L’elenco completo include tutte le donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano in gravidanza e nel periodo “postpartum”; i soggetti di età pari o superiore ai 60 anni; i bambini e gli adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di  sindrome di Reye in caso di infezione influenzale;  gli individui di qualunque età ricoverati presso le strutture per lungodegenti; i donatori di sangue; il personale che è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani; i soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo, e i famigliari e i contatti di soggetti ad alto rischio di complicanze. Quest’ultimo gruppo include chi soffre di:  malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (tra cui l’asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO)
• malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite
• diabete mellito e altre patologie metaboliche (inclusi gli obesi con indice di massa corporea superiore a 30)
• insufficienza renale/surrenale cronica
• malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
• tumori e in corso di trattamento chemioterapico
• malattie congenite o acquisite che determinino carente produzione di anticorpi, immunodepressione indotta da farmaci o da HIV
• malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali
• patologie per le quali sono previsti importanti interventi chirurgici
• patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (quali le malattie neuromuscolari)
• le epatopatie croniche
 
Il vaccino è obbligatorio?
No. Ci ha provato il Lazio che ad aprile ha fatto un’ordinanza che rendeva obbligatoria il vaccino per gli over 65 e per i sanitari, ma il Tar l’ha bloccata.
 
Quando vaccinarsi?
Negli ultimi tempi si è aperto il dibattito sull’ipotesi di anticipare la vaccinazione. Alcune Regioni come il Piemonte hanno però ritenuto che partire molto prima del tempo potesse essere un errore, considerato che si rischierebbe di veder decrescere l’effetto proprio nel picco dell’influenza che solitamente arriva fra gennaio e febbraio. L’Aifa, l’Agenzia italiana per il farmaco, ricorda che la protezione indotta dal vaccino comincia circa due settimane dopo la vaccinazione e perdura per un periodo di sei/otto mesi per poi decrescere.

Dove ci si vaccina
Negli studi dei medici di famiglia e dai pediatri, nelle strutture sanitarie o negli ambulatori vaccinali e di prevenzione e, in alcuni casi, anche dai medici del lavoro. Le regole Covid complicano non poco l’organizzazione. Nel caso in cui i medici di famiglia avessero difficoltà perché hanno poco personale, alcune Regioni hanno predisposto di attivare drive-in dove i cittadini possono rivolgersi per evitare assembramenti o tempi troppo lunghi. Molti professionisti quest’anno hanno deciso di fissare alcune giornate, fuori orario, dedicate alla vaccinazione. Si va anche per ordine alfabetico. Le associazioni dei farmacisti hanno  posto il problema: per velocizzare il vaccino si potrebbe fare direttamente in farmacia.  Il Comitato Tecnico scientifico ha però chiarito che la vaccinazione dev’essere fatta solo in presenza di un medico.

Il rebus delle farmaci
Gli scorsi anni chi non aveva diritto al vaccino gratuito, ma voleva vaccinarsi per evitare complicanze, poteva acquistare la dose del vaccino in farmacia e andare dal proprio medico. Quest’anno però, prevedendo la crescita delle richieste,  le Regioni hanno fatto incetta e acquistato una quantità di dosi largamente superiore. Il risultato è che in farmacia il vaccino per i privati per ora non si trova e questo accade proprio nell’anno in cui sono in molti, anche al di fuori delle fasce d’età a cui è offerto gratuitamente il vaccino, a voler fare la vaccinazione antinfluenzale e antipneumococco. Le dosi, è la promessa, arriveranno perché è difficile che le ordinazioni delle Regioni possano essere tutte esaurite. È invece assai probabile che siano in quantità insufficiente. Il prezzo varia a seconda delle case farmaceutiche che lo producono, ma non dovrebbe superare i 25 euro. Il ministero in ogni caso ha fatto sapere che le dosi avanzate saranno distribuite gratuitamente. L’assessore piemontese Luigi Icardi ha chiarito le percentuali: “Noi daremo l’1,25% dell’approvvigionamento delle Regioni alle farmacie, ma è insufficiente e dovremo aumentare la quota. Penso che si potrà  riuscire a coprire l’esigenza”.

Quante dosi sono state ordinate
Diciassette milioni e mezzo le dosi ordinate quest’anno, circa 7 milioni in più di quelle utilizzate l’anno scorso, quando sono stati somministrati 10 milioni di vaccini gratuiti, con una copertura del 55%, considerata ora del tutto inadeguata con il Covid che circola con sintomi sovrapponibili a quelli dell’influenza. Quasi tutte le Regioni hanno così deciso di raddoppiare gli ordini. In Italia sono 15,5 milioni gli over 60, la fascia d’età dove si concentra la percentuale più alta di patologie croniche. Il Lazio è una delle Regioni che ha ordinato più dosi, 2,2 milioni. La Lombardia ne avrebbe volute 3,2 milioni e ne ha 2,2. Il Piemonte ha chiesto 1 milione di dosi. Le prime tranche di dosi stanno arrivando ovunque. Una consegna a tappe che proseguirà anche a novembre.
 
 
 

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