L’esperienza del COVID-19 ha suscitato nuovo e crescente interesse da parte dell’opinione pubblica per la salute respiratoria. Allo stesso modo, ha avuto modo di conoscere l’importante sviluppo clinico e scientifico della pneumologia.

Il riconoscimento del valore della disciplina nell’ambito del sistema sanitario italiano è testimoniato dall’attuale numero dei medici in formazione. Gli specializzandi in Malattie dell’Apparato Respiratorio negli ultimi 2 anni sono triplicati, passando da alcune centinaia a circa un migliaio. E per fortuna, perché ancora in queste settimane gli pneumologi sono in prima linea per contenere l’emergenza Covid-19. Oltre le acuzie, infatti, si è aggiunta una mole importante di pazienti cronici che, in fase post Covid-19, sviluppano fibrosi polmonare e sintomatologie da long-Covid.  

Con “Next Generation. Pneumologi di domani a confronto”, il convegno che si apre oggi 3 dicembre fino a domenica 5 – in presenza e online presso l’Aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma – la S.I.P./I.R.S. Società Italiana di Pneumologia/Italian Respiratory Society intende consolidare il costante aggiornamento e confronto riguardo a temi conosciuti o più nuovi, al fine di far crescere i nuovi specialisti pneumologi in linea con le necessità cliniche e scientifiche del presente e del prossimo futuro.

«Nel congresso si affrontano i maggiori temi della pneumologia, dalle malattie ostruttive – come asma e BPCO – alle interstiziopatie – sottolinea il professor Carlo Vancheri, Università di Catania, referente scientifico – e ovviamente il tema recentissimo e molto sentito del COVID-19, pandemia che ha mostrato “al grande pubblico” l’importanza e la centralità della nostra disciplina. Il congresso vede la presenza di numerose eccellenze nazionali e internazionali impegnate in vari tipi di sessioni, dal più classico simposio al pro-con, ovvero un dibattito tra due relatori riguardo temi particolarmente discussi e che mirano non solo ad un fedele aggiornamento sullo stato dell’arte, ma anche a creare riflessioni e pareri nei partecipanti. Infine, il congresso avrà la possibilità di essere seguito da remoto, ma per la prima volta dall’inizio della pandemia sarà possibile incontrarsi dal vivo con numerosi nuovi membri, ritrovandoci come comunità scientifica e, soprattutto, umana».

«Il SIP/IRS Next Generation è il risultato di due anni di lavoro svolto in seno alla Società Italiana di Pneumologia, finalizzato ad accrescere la presenza, la partecipazione e la consapevolezza di specializzandi e giovani specialisti all’interno della vita della nostra società scientifica» conferma il dottor Francesco Lombardi, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e referente scientifico del congresso. «Negli ultimi anni, anche a seguito del COVID-19, la pneumologia ha visto crescere il proprio ruolo all’interno degli ospedali e del sistema sanitario nazionale. Questa crescita è stata accompagnata dal riconoscimento delle istituzioni, abbiamo visto triplicare – cosa mai successa prima – il numero delle borse per i medici in formazione in malattie dell’apparato respiratorio. La nostra disciplina ha quindi ricevuto una energica iniezione di forze nuove per nuove sfide infrastrutturali, formative e lavorative. Il SIP/IRS Next Generation è il primo congresso che vede una componente maggioritaria di giovani specialisti e specializzandi».

«Non esiste una sola telemedicina: ogni percorso di monitoraggio è specifico per patologia e per la natura del paziente ma è sempre orientato a ridurre significativamente l’ospedalizzazione – precisa il dottor Francesco Lombardi -. In rapporto al Covid-19, per noi pneumologi il telemonitoraggio può essere molto “stretto” misurando la saturazione arteriosa, con strumenti in collegamento bluetooth, a quei pazienti appena contagiati e che potrebbero peggiorare improvvisamente. Di sicuro, in questo periodo pandemico, l’assistenza sanitaria a distanza rappresenta per noi una grande opportunità per seguire e curare tutti quei pazienti affetti da patologie respiratorie non Covid-19».

«Con il congresso Next Generation 2021 la SIP/IRS ribadisce anche l’urgenza di formalizzare in tutte le regioni la terapia sub-intensiva pneumologica, a prescindere dal Covid-19 – aggiungono i due referenti scientifici del congresso -. Si tratta di un servizio ormai necessario, sostenuto da molteplici evidenze cliniche e di costo/beneficio. L’esperienza pandemica ha certamente messo la pneumologia al centro della salute del cittadino e, allora, perché non inserire la pneumologia tra le specialità mediche necessarie per accreditare un ospedale, oltre la cardiologia – ad esempio – ed altre specialità considerate indispensabili?» concludono.

 

 



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