Il dollaro australiano ha chiuso la settimana in recupero rispetto al dollaro americano, segnando sei sedute consecutive di rialzo e portandosi in area 0,6550 dollari. Ciò conferma il miglioramento del sentiment degli investitori verso la valuta oceanica dopo alcuni mesi di indebolimento.
I dati macroeconomici più robusti del previsto e il contesto internazionale che penalizza il dollaro americano a favore delle valute cicliche hanno sostenuto la valuta australiana. L’inflazione australiana è tornata a sorprendere al rialzo per il quarto mese consecutivo, con l’indice dei prezzi al consumo di ottobre che è salito al 3,8% su base annua, ben oltre il 3,5% precedente e il 3,6% atteso.
Questo dato mette in discussione la narrativa di un rapido allentamento monetario da parte della Reserve Bank of Australia. Sebbene il mercato continui a scontare un tasso invariato al 3,6% nel meeting di dicembre, la persistenza delle pressioni inflazionistiche riapre la porta al rischio di un ulteriore rialzo nei primi mesi. L’aumento del credito al settore privato (+0,7% mensile), superiore alle stime e in accelerazione su base annua al 7,3%, rafforza questa visione. L’economia australiana mostra ancora una domanda interna vivace e un mercato del lavoro solido.
Il contesto statunitense ha favorito un indebolimento del dollaro americano, con le aspettative di un taglio dei tassi della Federal Reserve già a dicembre che hanno ridotto l’attrattiva del biglietto verde. Le parole del governatore Waller e i rumor sulla successione alla guida della Fed hanno ulteriormente alimentato le attese di una politica monetaria più accomodante nei prossimi anni, che potrebbe favorire un apprezzamento graduale dell’Australian Dollar.
Tecnicamente, il cambio AUD/USD si trova all’interno di una fase di consolidamento rettangolare, con area 0,6540–0,6550 dollari che continua a rappresentare la fascia di resistenza testata più volte nel corso della settimana. Il superamento deciso di 0,6580 dollari aprirebbe la strada verso il livello psicologico di 0,6600 e successivamente verso la parte alta del range in zona 0,6630. Sul fronte ribassista, il primo supporto è individuato sulla EMA a 9 giorni in area 0,6504, coincidente con la soglia psicologica di 0,65 dollari.