Marco Travaglio e Carlo Calenda si sono scontrati in un acceso dibattito durante la trasmissione televisiva "Accordi e Disaccordi". La discussione sui conflitti tra Ucraina e Russia ha scatenato toni accesi e una disputa verbale, con attacchi personali e parole forti al limite dell’insulto. Calenda ha criticato Alessandro Orsini, descritto come un sostenitore dell’idea che Putin avrebbe conquistato Kiev facilmente, affermando di non aver mai sentito tante "ca**ate". Travaglio ha difeso Orsini, sostenendo che le sue previsioni erano corrette.
L’atmosfera si è intensificata quando Calenda ha accusato Orsini di essere un "propagandista russo". Travaglio ha risposto chiamando Calenda "trombettiere della Nato" e lo ha accusato di essere un "calunniatore", ricordando che nel 2019 il politico si era espresso a favore delle sanzioni contro la Russia. I toni si sono ulteriormente inaspriti con Calenda che ha testimoniato di essere andato in Ucraina per vedere la situazione di persona e Travaglio che ha ribattuto sostenendo che Calenda stava illudendo gli ucraini.
Il battibecco ha proseguito con insulti reciproci, includendo accuse di essere "mentitore", "macchietta" e "cafone". Calenda ha additato Travaglio come "cultore dei totalitarismi", a cui il direttore de Il Fatto Quotidiano ha risposto, rinfacciando il sostegno di Calenda a tali regimi fino al 2022. L’intenso scambio di opinioni ha rivelato le profondità delle divergenze ideologiche tra i due, trasformando il dibattito in un vero e proprio caos verbale.