Un numero crescente di persone sta utilizzando farmaci sviluppati per il diabete di tipo 2, come quelli a base di Semaglutide, per perdere peso, nonostante non siano pazienti diabetici o obesi. Questi farmaci sono stati propagandati come una “soluzione rapida” per dimagrire, ma possono avere gravi effetti collaterali, come nausea, vomito, mal di stomaco, disturbi digestivi, pancreatite, problemi biliari, renali e alterazioni della tiroide.
L’uso di questi farmaci per scopi estetici ha generato un mercato parallelo, con persone che li acquistano online senza prescrizione medica, spesso a prezzi elevati. Ciò ha portato a carenze di questi farmaci per i pazienti diabetici o obesi che ne hanno realmente bisogno. Le autorità sanitarie europee e nazionali hanno lanciato allarmi sul forte aumento di prodotti illegali venduti come agonisti del recettore GLP-1, che non soddisfano gli standard di qualità, sicurezza ed efficacia.
Un caso recente in Italia ha visto una donna di 31 anni, non diabetica né obesa, acquistare online un farmaco per dimagrire che si è rivelato essere insulina, causandole un coma ipoglicemico. L’episodio ha acceso un faro sui rischi della “pharma-diet” e sulla necessità di un’indagine critica sulla salute, il benessere e l’onestà.
L’uso improprio di farmaci per il diabete solleva questioni che vanno oltre la salute individuale, come la disponibilità di questi farmaci per i pazienti che ne hanno realmente bisogno, la diffusione di consumi fuori controllo e la tutela della salute pubblica. necessario porre domande sui comportamenti analoghi segnalati in Italia, sull’impatto sulla disponibilità reale di questi farmaci e sul ruolo dei social network, degli influencer e della “moda del dimagrimento” nella diffusione del fenomeno.