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Una crescita del Pil per l’anno in corso all’1%, leggermente inferiore all’1,2% previsto nella Nadef, mentre per il 2025 il prodotto interno, a legislazione vigente, è stimato crescere dell’1,2% anche in questo caso meno dell’ l’1,4% della Nadef per poi scendere nel 2026 all’1,1% la Nadef stimava l’1%. Sono alcuni dei numeri delle bozze che circolano tra il Mef e la Presidenza del Consiglio, soggette fino all’ultimo a possibili aggiustamenti.
Quanto alla finanza pubblica, il rapporto deficit/pil nel 2024 va verso la conferma al 4,3%, medesimo livello del quadro programmatico della Nadef. Per il 2025 invece l’asticella dovrebbe essere al 3,7% contro il 3,6% della Nadef e per il 2026 al 3% invece del 2,9%. Questo dovrebbe essere l’andamento senza considerare interventi come la proroga del taglio del cuneo fiscale e dell’irpef a tre aliquote.

Il debito dovrebbe mantenersi nell’anno in corso ad un livello vicino a quello del 2023 quando è stato al 137,3%. Sulla base delle ultime valutazioni, nel 2024 dovrebbe, infatti, attestarsi intorno al 138% e forse leggermente al di sotto.

Sotto controllo l’effetto del superbonus, anche in scia alll’ultimo decreto all’esame del Parlamento che ha eliminato la remissione in bonis che esponeva a possibili ‘imprevisti’. Il tema del resto è particolarmente caro al Ministro dell’Economia Giorgetti che in più di una occasione ha bollato la misura, definendola “scriteriata e devastante per le finanze”

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