Il Circo non ha smontato come al solito le tende dopo lo show, in Austria nel prossimo settimana si replica. La première della Formula 1 sul Red Bull Ring di Spielberg, aperta dall’inginocchiamento di quasi tutti i piloti a sostegno della lotta al razzismo, è stata un successo in termini di spettacolo, con ribaltamenti di fronti, 9 ritirati, penalità, 3 incidenti da safety e un miracolo (Charles Leclerc). Poche le certezze ma molto solide, quelle restituite dalla gara: la Mercedes è ancora una volta la macchina da battere, vince con l’inossidabile Valtteri Bottas e vola come previsto, sebbene abbia confermato problemi di affidabilità specie tra i team clienti: la Williams di Russell e la Racing Point di Stroll out per motore in panne. Le Ferrari soffrono come atteso e la corsa prodigiosa di Leclerc, che ha approfittato della fortuna e del suo talento per risalire dal 7° posto al via al 2° gradino del podio, non risolvono la grana di Maranello: la rossa non va. Il motore è lento e la macchina difficile da guidare, come sottolineato da entrambi i piloti e in particolare da Sebastian Vettel che allo scarso bilanciamento ha attribuito la ragione del suo errore nel girarsi nel contatto con la McLaren del suo futuro sostituto, lo spagnolo Carlos Sainz.

Nella solita guerra tra grandi, dove scompaiono entrambe le Red Bull (Verstappen il vincitore delle due edizioni precedenti ritirato anzitempo per un problema elettrico, Albon sul finale dopo la spallata con Hamilton costata al britannico 5 secondi di penalità e lo slittamento al 4° posto in classifica), c’è una generazione nuova che arriva con Lando Norris, 20 anni, terzo e al primo podio in carriera. E un midfield di squadre (Racing Point su tutte, ma anche McLaren, Renault e addirittura Alpha Tauri con Gasly 7°) che ambiscono, come fa tutta la Formula 1 per garantirsi il botteghino, un posto al fronte.  

rep


Dove le Mercedes rimangono puntate in alto come sempre in termini di performance, sebbene non siano completamente certe di avere Frecce inflessibili: ieri hanno sofferto le temperature alte, una noia non nuova per la squadra anglotedesca, ma forse accentuata dalla W11 diventata tutta nera, anziché d’argento, per sostenere la lotta al razzismo. Il nero è un colore poco amato dagli ingegneri, proprio per problemi di surriscaldamento. E questo è un campionato tutto estivo, almeno nelle prime 8 gare già programmate. In più, negli ultimi giri, il muretto avvisava Bottas e Hamilton di stare lontani dai cordoli per una criticità al cambio, anche se l’allarme è rimasto contenuto. E Lewis, rispettando solo in parte l’indicazione come d’altra parte Valtteri, è rimasto dietro al compagno, anche quando ha saputo che avrebbe dovuto scontare penalità, in questo non aiutato dal team, che non ha chiesto di invertire le posizioni.


Quella della Ferrari, di posizione, è molto chiara: è indietro. Tranne l’affidabilità, ha tutti gli altri guai: è lenta e bizzosa da guidare. Solo la gara matura, in difesa e poi opportunista del talentuoso Leclerc, ha cavato dal potenziale disastro un capolavoro. Ma il motore della rossa è fiacco (la conferma arriva anche dai clienti, Alfa Romeo e Haas), mancano cavalli, il team principal Mattia Binotto lo ha ammesso apertamente: “Sicuramente abbiamo perso di prestazione motore. Ci sono stati tanti chiarimenti, direttive tecniche, credo che abbiano impattato un po’ tutti. Senza guardare all’anno scorso dobbiamo pensare a quest’anno. Già guardando la qualifica abbiamo perso 1 secondo rispetto alla pole e 7-8 decimi sono in rettilineo, quindi solo 2-3 in curva. Abbiamo detto che questa macchina ha problemi aerodinamici da correggere. Miglioreremo in curva. Se oggi siamo 2-3 decimi dietro, potremo essere velocemente dove dovremmo essere. Rimane poi il problema del rettilineo. Dobbiamo capire perché la differenza è tanta, troppa. Dobbiamo migliorarci al più presto”.


A Maranello si lavora giorno e notte per portare aggiornamenti già dal prossimo fine settimana, anticipando la versione rivista e corretta della Ferrari promessa per l’Ungheria. Binotto: “Arrivare con delle novità qui la prossima settimana sarebbe importante, non solo per aggiornare la macchina ma anche per staccarci da quel gruppo comprendente McLaren, Renault e Racing Point, perché credo che la posizione della Ferrari non sia quella”. E chiedere altri miracoli a Leclerc, non è la soluzione per sempre.

Fonte