L’Accademia della cucina piacentina ha organizzato il tradizionale corso di cucina, un classico che unisce donne e uomini di tutte le età con la passione per la cucina. Il corso, tenuto da cuochi-gentleman del sodalizio di via Landi, si svolge nei locali della Fondazione Pinazzi-Caracciolo e prevede dieci lezioni serali dedicate ai rudimenti culinari, alle impostazioni di base e agli approfondimenti culinari.
I partecipanti imparano a preparare antipasti, paste alimentari, carni, pesci e dolci, con particolare riferimento alla tradizione culinaria del territorio e consigli sugli abbinamenti con i vini Doc piacentini. Le lezioni sono dedicate ai piatti della tradizione piacentina, come pisarèi e fasò, tortelli, anolini, passatelli, stracotto, gallina ripiena, arrosti, risotti, salame in crosta e salse.
Al termine di ogni lezione, gli allievi gustano quanto cucinato insieme con i loro insegnanti, per un confronto “in diretta” sulla riuscita dei piatti preparati. Il corso si conclude con una cena finale dove i nuovi chef propongono ai loro maestri un menu risultato delle conoscenze acquisite, che saranno poi codificate in un elegante volumetto con tutte le ricette affrontate nel corso.
La prima serata del corso ha visto la preparazione di brodo di carne in terza, passatelli in bordo, gallina ripiena, salsa di peperoni in agrodolce e “dusa e brüsca”, e torta 333. I partecipanti hanno seguito con attenzione, prendendo appunti e ponendo domande sugli ingredienti e sulla preparazione. Il vicepresidente Mauro Sangermani ha illustrato le varie fasi delle preparazioni ed alcuni rilievi di carattere storico-gastronomico, sottolineando che in Accademia non si impara solo a cucinare e gustare, ma c’è sempre un supporto adeguato per evidenziare la cultura e la storia che c’è dietro ad ogni piatto.