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martedì – 20 Gennaio 2026

Cucina bresciana

La tavola bresciana è un racconto fatto di materie prime genuine e gesti tramandati, un patrimonio che si nutre di tradizione e parla la lingua della convivialità. La cucina del nostro Paese è stata inserita nel “patrimonio culturale immateriale dell’umanità” per la sua capacità di trasformare ingredienti semplici in piatti gustosi e per il suo profondo valore conviviale.

Marino Marini, scrittore, chef e gastronomo bresciano, sottolinea che la qualità che l’Unesco ha scelto di premiare è la capacità di trasformare ingredienti semplici in piatti gustosi e il profondo valore conviviale. Questa qualità si ritrova con forza anche nella cucina bresciana, come ad esempio nei piatti della domenica come i casoncelli, la tinca al forno, lo spiedo e la bariloca.

I piatti citati sono tutti De.Co., ossia espressione di un luogo preciso. Le Denominazioni comunali sono 78 e l’elenco stilato da Marini include prodotti noti come la patata di Gottolengo, il pirlo di Brescia e il manzo all’olio di Rovato, e prodotti meno conosciuti come la confettura di lamponi di Lozio, le migole di Malonno e i raperonzoli di Lonato.

La De.Co. può legare a un territorio un alimento, una bevanda, una ricetta, ma anche un prodotto dell’artigianato, una festa, una tradizione. Nella provincia di Brescia, ben sei Comuni hanno tra le proprie De.Co. i casoncelli, che sono frutto della manualità femminile e il ripieno trae origine da materie prime di recupero del territorio.

Un altro prodotto che è sinonimo di festa è lo spiedo, che ben tre Comuni hanno legato a sé con una De.Co. In città le De.Co sono sei: biscotto bresciano, bossolà, pirlo, persicata, bertagnì e i casoncelli. Alcuni prodotti bresciani vantano anche il marchio Dop, che certifica che un prodotto agroalimentare è stato coltivato, prodotto, trasformato e lavorato in una specifica area geografica.

Sono Dop 11 cibi e 17 vini, che hanno generato un valore superiore al miliardo di euro. Tra i marchi sinonimo di eccellenza c’è anche il Pat, che identifica prodotti la cui lavorazione viene praticata secondo le stesse regole da almeno 25 anni. I prodotti bresciani Pat sono 34, come ad esempio Bagoss, fatulì, cuz di Corteno, migole di Malonno, cappero del Garda.

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