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venerdì – 23 Gennaio 2026

Crostacei in Italia

Licia Colò si unisce alle associazioni animaliste per chiedere leggi che riconoscano la senzienza dei crostacei. Nel periodo delle festività natalizie, le tavole italiane si riempiono di piatti a base di pesce e crostacei, e torna al centro del dibattito il tema del loro trattamento.

Licia Colò, da sempre impegnata nella tutela degli animali e dell’ambiente, ha deciso di aderire alla campagna “Dalla parte dei crostacei” di Animal Law Italia. La campagna chiede un cambiamento concreto nelle pratiche di vendita e preparazione di granchi, aragoste e astici. Nelle pescherie e nei supermercati è ancora comune vedere crostacei venduti vivi, con le chele legate e spesso conservati su letti di ghiaccio, una condizione che provoca stress, paura e dolore.

A questo si aggiunge la pratica della bollitura da vivi, ancora largamente diffusa, che secondo numerosi studi scientifici comporta sofferenze prolungate. Le ricerche più recenti parlano chiaramente di esseri senzienti, capaci di percepire stimoli negativi e di reagire a situazioni di pericolo. La campagna, sostenuta da una coalizione di associazioni animaliste, non chiede l’abolizione del consumo di crostacei, ma punta a vietarne la vendita da vivi, la conservazione su ghiaccio e l’uccisione mentre sono coscienti.

L’obiettivo è ottenere una modifica legislativa che riconosca ufficialmente la senzienza dei crostacei decapodi e imponga pratiche più rispettose lungo tutta la filiera: dalla cattura al trasporto, fino alla macellazione. Licia Colò invita a riflettere sulle scelte quotidiane e sull’impatto che queste hanno sugli animali meno tutelati, sottolineando come l’attenzione verso il benessere animale sia spesso riservata ai mammiferi, mentre altre specie continuano a subire torture silenziose senza suscitare indignazione.

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